A caccia di ETF azionari anti-panico

Nell’ondata di vendite generalizzate che ha colpito l’azionario a livello mondiale non tutti listini si sono comportati allo stesso modo. La percezione che abbiamo in Italia è fortemente condizionata dal crollo di Piazza Affari, con un ribasso di circa il 30% in poche settimane. Ma già ad esempio se guardiamo l’indice azionario globale, espresso in euro, la perdita è stata dell’11% circa. Un termometro interessante è sicuramente l’osservazione delle performance degli Etf a Piazza Affari. Per Plus24, settimanale de Il Sole24Ore, abbiamo effettuato un’elaborazione sugli ETF azionari più performanti da inizio anno, evidenziandone caratteristiche e prospettive.

Il rimbalzo del metallo giallo, riscoperto in questa fase di grandi turbolenze, ha consentito ai titoli auriferi, molto penalizzati negli ultimi anni, di registrare progressi a due cifre. Il rialzo è stato rispettivamente del 24% e del 19% per i due Etf. Non bisogna però dimenticare che dai massimi i titoli del settore aurifero sono arrivati a perdere fino al 90%. In evidenza anche un Etf legato al mercato azionario indonesiano, con un progresso del 4% oltre a un incremento del 3% per l’Etf legato alle utility Usa, settore ad alti dividendi tradizionalmente acquistato nelle fasi in cui gli investitori cercano settori difensivi.

Interessante la performance del mercato indonesiano, che insieme all’India è il paese che forse maggiormente beneficia del ribasso del prezzo del greggio. Gli Emergenti in generale hanno registrato flessioni più contenute rispetto all’Europa e questo si può spiegare con il fatto che nel 2015 avevano subito una maggiore pressione come vendite. Se invece il focus si concentra sull’azionario europeo e quindi sugli Etf legati agli indici del Vecchio Continente si osserva come alcuni strumenti hanno sicuramente contenuto le perdite, ma l’ondata di vendite è stata talmente violenta e generalizzate che i bilanci sono comunque in rosso.

Gli Etf azionari area euro hanno in media perso l’11% da inizio anno. Ci sono alcuni Etf che hanno contenuto le perdite intorno al 5-6% e sono quelli che investono in azioni ad alto dividendo. Si tratta quindi di strumenti che investono meno nel settore bancario rispetto agli indici azionari e in questo modo si sono messi maggiormente al riparo dallo tsunami che ha colpito soprattutto i titoli finanziari del Vecchio Continente.

La diversificazione, anche in un caso del genere, consente di limitare i danni o di cogliere le opportunità che si presentano sul mercato. Il crollo di inizio anno potrebbe lasciare spazio a rimbalzi ma il quadro è destinato a rimanere fragile. Quando accaduto dimostra quanto il rischio sui mercati azionari vada ponderato con grandissima attenzione e sicuramente negli ultimi tempi c’è stata una sottovalutazione.

 

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Il dettaglio dei prodotti citati:

ISIN                            Descrizione

IE00BJ0KDQ92           db x-trackers MSCI World Index UCITS ETF (DR)
LU0259322260         Market Access NYSE Arca Gold BUGS UCITS ETF
IE00B3CNHG25         ETFS DAXglobal Gold Mining GO UCITS ETF
LU0476289623         db x-trackers MSCI Indonesia TRN Index UCITS ETF
IE00B3VPKB53          Source Utilities S&P US Select Sector UCITS ETF
LU0514694701         db x-trackers MSCI Thailand UCITS ETF DR

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.