Binck TV, alla ricerca dello yield

Marcello Rubiu, partner e socio fondatore di Norisk, è stato ospite di Binck TV (https://www.binck.it/pressroom/binck-tv), per parlare della situazione del mercato obbligazionario. In un momento di rendimenti molto risicati, viene analizzata la tensione che si sta verificando sui bond high yield, mentre sul fronte italiano vengono esaminati i rendimenti nel breve e medio termine di obbligazioni di alcuni big di Piazza Affari. Infine, vengono illustrati nel dettaglio alcuni ETF che replicano i Corporate Bond High Yield nell’Eurozona e negli Stati Uniti.

Dopo diversi anni di grande abbondanza nel marcato primario, ad inizio anno, in modo inaspettato, si è verificato il calo di nuove emissioni, ad indicare che il “grande freddo” non si è abbattuto unicamente sul mercato azionario ma anche su quello obbligazionario. Gli emittenti stanno aspettando conferme sul fronte macroeconomico e delle decisioni prese, ad esempio, dal governo cinese.

Le emissioni di bond corporate in Euro sono calate del 70% rispetto allo scorso gennaio, segnando il punto di minimo degli ultimi 20 anni come inizio dell’anno. Questo ad indicare come i dubbi sul ciclo economico cinese, sul tracollo del greggio e sull’inizio della politica restrittiva negli USA abbiano innervosito gli investitori e probabilmente la scarsa liquidità riscontrata ha acuito tale fenomeno riscontrato nel mercato primario. Nel frattempo il differenziale di rendimento tra i bond investment grade e la curva tedesca continua lentamente ad innalzarsi, ma i rendimenti annui offerti rimangono molto contenuti (circa 1.1%).

Gli stessi fattori che stanno sospingendo al ribasso i mercati azionari stanno indebolendo le parti più deboli del mercato obbligazionario, ovvero le obbligazioni high yield. Il timore è che il rallentamento economico possa determinare una sorta di recessione, e quindi, far aumentare il tasso di default tra gli emittenti speculativi. Gli spread rispetto alla curva priva di rischio sono raddoppiati rispetto ai minimi del 2014 e il rendimento annuo a scadenza nelle scorse settimane ha superato il 6%.

Nel mercato obbligazionario italiano, negli ultimi mesi i differenziali di rendimento delle obbligazioni hanno ripreso ad allargarsi, anche per gli emittenti di buona qualità e non bancari. Nella parte breve della curva, invece, la remunerazione per gli obbligazionisti rimane decimale.

Per investire nelle obbligazioni corporate high yield in Euro, è disponibile ad esempio l’iShares Euro High Yield Corporate Bond UCITS ETF (IE00B66F4759). Specialmente per quanto riguarda le obbligazioni con un rischio pronunciato, l’ETF può aiutare a diversificare e questo prodotto consente di esporsi su 280 emittenti e circa 450 bond. Bisogna comunque sempre valutare i titoli sottostanti, in questo fondo l’esposizione ai subordinati è contenuta (10.8%) e all’interno dei components rinveniamo alcuni emittenti italiani bancari come Intesa, Unicredit e MPS. Il rendimento annuo aggregato del basket dei bond sottostanti è attualmente pari al 5.1%, per una durata finanziaria poco superiore ai 3 anni. Lo strumento evidenzia quindi una netta predominanza del «credit risk» rispetto al «interest rate risk».

Lo strumento equivalente per investire nelle obbligazioni in dollari è l’iShares $ High Yield Corporate Bond UCITS ETF (IE00B4PY7Y77). La situazione del ciclo economico statunitense è diversa da quella europea e lo stesso vale per le aspettative sui tassi d’interesse; ciò ha messo sotto tensione certi emittenti e settori merceologici e bisogna inoltre sottolineare come il peso dell’oil&gas e delle commodity all’interno dell’high yield è rilevante, oltre al fatto che diversi emittenti americani attivi nello shale gas, mina vagante del comparto. L’ETF permette di esporsi su circa 375 emittenti differenti e quasi 1000 bond.

 

(cliccare sul video per vedere l’intervento integrale, dal minuto 13:30)

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.