Bond Argentina, troppo rischio per la lettrice

Per la rubrica La Posta del Risparmiatore di Plus24, abbiamo risposto al quesito di una lettrice 70enne interessata ad acquistare obbligazioni argentine, che chiede: “Ho 70 anni vorrei acquistare 20.000 euro di titoli argentini, ho letto che danno un buon dividendo. Potreste darmi anche l’Isin e il prezzo e la scadenza più idonea. Anche se credo si possono vendere in caso di bisogno”

Per La Posta del Risparmiatore abbiamo già risposto diverse volte a domande di investitori rimasti intrappolati nelle vicissitudini passate dei bond argentini, eppure vi sono altri risparmiatori smaniosi di mettere a rischio il proprio capitale.

Questo Paese è stato un “defaulter” seriale e sta cercando di svoltare pagina, dopo decenni di errori politici ed economici. L’accordo con gli investitori che non hanno aderito alle precedenti ristrutturazioni è avvenuto in modo oneroso per il governo argentino e i nuovi titoli emessi sono tutti in dollari, mentre le entrate fiscali rimangono in pesos e, quindi, denominate in una valuta rappresentativa di un Paese in cui l’inflazione corre ancora al +35%.

Questo Stato continua ad essere caratterizzato, nonostante le buone intenzioni del nuovo presidente Macri, da una struttura giuridica molto debole e da disfunzioni economiche molto gravi. Macri, per riportare sulla retta via l’Argentina, deve imporre misure molto severe, che nel breve periodo creeranno sofferenze e povertà alla popolazione, quella che noi chiameremmo “austerity”.

Nel frattempo, l’Argentina continua a presentare un abbondante deficit commerciale e fiscale da rifinanziare e lo stock di debito pubblico (60%) non è contenuto per un Paese Emergente che ha ristrutturato le obbligazioni poco tempo fa. Si consideri che le statistiche ufficiali sulla contabilità economica sono talmente inaffidabili che si sta procedendo alla sostituzione e ad ricalcolo per il passato, rendendo persino arduo effettuare previsioni sulla crescita economica.

Si tratta quindi di titoli consigliabili solamente a coloro che sono in grado di tollerare un rischio pronunciato e la possibilità di perdere buona parte della somma investita.

Arrivando all’offerta obbligazionaria in Euro è disponibile una scadenza 2033, con il capitale che viene rimborsato gradualmente, che offre un rendimento annuo del 7.6%. Passando ai dollari Usa è acquistabile uno strumento recentemente emesso di durata decennale, che riconosce uno yield del 6,8%. L’investimento in questi bond deve quindi essere una porzione contenuta all’interno del portafoglio, altrimenti a 70 anni è forse meglio indirizzarsi verso i BTp Italia, accettando l’evidenza che la remunerazione del capitale in questo momento è prossima allo zero.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.