Bond Banca IMI, per puntare su un rialzo dei tassi

Nell’Eurozona i tassi d’interesse monetari, i famosi Euribor, sono sprofondati sotto zero, contribuendo a ridurre il carico dei mutui a tasso variabile ma penalizzando in modo serio i bond indicizzati a tale tipologia di parametri. La situazione dei saggi sulla curva del Dollaro risulta ancora con il segno positivo (0,65% a 3 mesi), ma si corre il rischio che nei prossimi mesi, invece che assistere a un rialzo da parte della Fed, si possa osservare un ulteriore taglio e persino un nuovo giro di quantitative easing. È interessante notare come il 10 anni swap in Dollari sia crollato da inizio anno dal 2,2% all’1,3% attuale, incorporando quindi un nuovo allentamento monetario. Per chi avesse aspettative rialziste sui tassi, vi è in quotazione un bond Banca IMI a scadenza quinquennale.

La situazione è sicuramente dominata dai postumi del referendum nel Regno Unito e dal nervosismo riguardante i possibili effetti sull’economia britannica e globale. Appena prima di Brexit, la situazione economica globale appariva in miglioramento e, qualora i danni economici dovessero risultare minori del temuto, è possibile assistere ad un ritorno verso l’alto del tasso decennale Usa.

Proprio in questi giorni, Banca Imi, controllata di Intesa Sanpaolo, sta proponendo un’obbligazione (ISIN IT005202699) a tasso variabile a 5 anni indicizzata proprio al tasso swap decennale. Le cedole annue saranno calcolate moltiplicando per 1,4 l’entità del tasso rilevato a inizio del periodo di godimento, ma, purtroppo, è prevista una cedola massima del 4% (cap). Questo comporta che l’indicizzazione sarà attiva e a favore del possessore del titolo per un valore del decennale fino al 2,86%. Lo scenario ideale, quindi, è di un rialzo ma senza eccessi movimenti, in quanto qualora dovesse essere marcato bisognerebbe attendersi che il prezzo del bond, una volta giunto sul mercato, possa scambiare al di sotto della pari.

 

Leggi l’articolo completo

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.