Rendimenti minimi con il bond BNL a tasso variabile

Un interrogativo affligge i risparmiatori obbligazionari: esporsi al rischio tasso di interesse oppure accontentarsi della “miseria” offerta dai titoli a tasso variabile? Per Plus24 abbiamo analizzato un bond BNL in collocamento, con scadenza 2021.

L’indice dei bond corporate a tasso fisso ha perso circa 1,6% dai massimi segnati a inizio novembre 2017. Mentre quello a tasso variabile è rimasto sostanzialmente invariato. Il rischio che siamo solo all’inizio di un bear market nel mercato obbligazionario è abbastanza concreto e quindi è consigliata una certa prudenza.

Bnl sta proponendo ai propri clienti il consueto bond a tasso variabile (IT0005322836) che periodicamente emette durante l’anno. Il titolo presenta una durata triennale e riconosce coupon trimestrali indicizzati all’Euribor a 3 mesi maggiorato dello 0,4%.

Visto che il saggio di interesse attualmente soggiorna attorno a -0,33% significa incamerare, almeno nella prima parte di vita, delle cedole “decimali”. E se si considera nel calcolo l’imposta di bollo (0,2%) e la tassazione delle cedole (26%) quello che rimane sono purtroppo delle briciole.

Il mercato si attende che l’Euribor possa ritornare di segno positivo solo a partire da agosto 2019. Considerando l’attuale struttura dei tassi, il bond di Bnl potrebbe rendere circa lo 0,5% annuo lordo. Chi sottoscrive questo strumento deve quindi sperare che la politica monetaria restrittiva da parte della Bce inizi prima possibile.

Segnaliamo come vi siano alternative più interessanti sul mercato secondario. Soprattutto se si accetta di innalzare il livello di rischio. Un aspetto da non trascurare è che l’obbligazione non verrà quotata e quindi il disinvestimento prima della scadenza potrebbe risultare penalizzante.

 

Bond BNL, i punti di forza:

  • BNL è considerata tra le banche italiane non troppo rischiose, soprattutto grazie alla forza della controllante francese;
  • Il cambio di guida alla BCE potrebbe accelerare il percorso di rialzo dei tassi di interesse e rendere appetibile questo tipo di obbligazione;
  • La durata triennale è contenuta e al termine il risparmiatore potrà investire in modo più remunerativo.

 

I punti di debolezza:

  • Se l’Euribor a 3 mesi dovesse permanere su questi livelli si rischia di incassare delle cedole molto vicine allo zero;
  • Il differenziale di rendimento rispetto alla curva priva di rischio rimane non distante dai minimi degli ultimi anni e sui livelli pre-crisi;
  • Nel mercato secondario sono disponibili dei bond a tasso variabile leggermente più generosi, seppur più rischiosi.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.