Bond sicuri ma volatili

In epoca di rendimenti a zero, nel mondo obbligazionario può apparire quasi un miraggio trovare sul mercato bond con rating altissimi (tripla A e dintorni), e quindi con un rischio default quasi inesistente, accompagnati da cedole molto corpose, con ritorni che a volte si spingono oggi fino al 10 per cento. Per Plus24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo selezionato alcuni bond sicuri, o meglio “sicuri”, che forniscono alti ritorni ed affidabilità ma che comprendono anche l’effetto valuta.
Si tratta delle emissioni di enti sovranazionali come la Bei (Banca europea degli investimenti) o la Birs (Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo). Sono istituzioni che appartengono a Stati oppure fanno capo all’Onu e quindi godono delle massime garanzie in termini di solvibilità.

In Italia, sia al Mot che su EuroTlx, sono quotate varie emissioni in valute internazionali. I rendimenti maggiori sono espressi dalle valute emergenti: ed è proprio questa la variabile da non dimenticare. Il deprezzamento delle valute può ridurre o addirittura annullare gli incassi delle alte cedole. I sovranazionali in valuta consentono di esporsi nei confronti di divise anche esotiche evitando la probabilità di default dell’emittente. Gli investitori retail sono spesso attratti dalle emissioni espresse in divise ad elevato rendimento e che quindi riconoscono cedole impensabili rispetto a quelle in euro. Ma attenzione che il differenziale di rendimento tra euro e quello della valuta ad elevato dividendo può determinare il futuro deprezzamento.

Le difficoltà macroeconomiche dell’area geografica che esprime la valuta possono indebolire la divisa anche se l’emittente (in questo caso l’ente sovranazionali) è molto solido. All’opposto, i fattori che possono tendere a rafforzare una divisa sono in grado di indebolire contestualmente i prezzi dei bond. Determinante è comunque la componente valutaria.

Se il tasso di cambio euro-real brasiliano spot oggi sta a 4,06 e quello forward con consegna tra 12 mesi si posiziona a 4,54, questo indica una potenziale svalutazione del 10% a un anno. Avverrà effettivamente questo calo? Non è detto ma possiamo intendere l’investimento in valute ad elevato interesse come il navigare contro corrente. Nel caso del Brasile il cambiamento necessario è di natura politica in quanto il paese necessita di riforme strutturali in grado di contenere l’inflazione che rimane elevata sebbene il paese risulti in profonda recessione. Discorsi simili sono estensibili ad altre divise come la rand sudafricano e la lira turca.

Meno aggressiva è la scommessa sui bond che offrono una remunerazione interessante senza le criticità delle divise sopra citate. Ad esempio quelle denominate in pesos messicani, che peraltro sono rappresentativi di un’economia non strettamente dipendente dalle sorti delle materie prime.

 

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Il dettaglio delle obbligazioni citate:

ISIN Emittente Valuta Scadenza
XS0872706881 BEI GBP 15/01/2018
US459058DW08 BIRS USD 07/10/2019
XS0082720698 BIRS ZAR 29/12/2028
AU3CB0204402 BIRS AUD 24/01/2018
XS0935311836 Nordic Inv. B. NOK 24/05/2018
XS0648456167 BEI TRY 20/07/2018
XS1028038096 BEI CAD 04/02/2019
XS1190713054 BEI MXN 25/02/2020
XS1014703851 BEI BRL 21/12/2017
XS1171476143 BEI SEK 12/05/2025
XS1031001198 BEI GBP 17/02/2020

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.