Bond UniCredit, tasso misto senza slanci

Per chi si attendeva che il 2017 potesse segnare l’anno della ripartenza dei tassi di interesse è evidente una profonda delusione. Dopo un inizio guidato dall’entusiasmo su Trump, i saggi hanno ripreso la rotta verso sud, portando la remunerazione degli obbligazionisti in zona “decimali”. Questo vale in particolare per la zona Euro, visto che Draghi ha manifestato l’intenzione di mantenere le condizioni espansive per un periodo esteso. Per i risparmiatori potrebbe avere senso investire in obbligazioni che offrono inizialmente cedole predeterminate per poi passare a flussi indicizzati con i tassi di interesse a breve. Per Plus24 Abbiamo analizzato il bond Unicredit S.p.A. 2017-2025 fix to floater.

UniCredit sta collocando un bond (IT0005273187) di durata 8 anni, che riconosce coupon trimestrali inizialmente fissi (2% annuo) e, dal 2019 cedole variabili legate all’Euribor a 3 mesi incrementato di un margine pari allo 0,5%. Se si considerano le attuali condizioni di mercato il sottoscrittore rinuncia a ricevere un margine adeguato, per incassare cedole fisse piuttosto interessanti.

È importante segnalare come sia plausibile attendersi che, una volta distribuite le cedole fisse, il prezzo di mercato del titolo possa scendere sotto la pari, a meno che lo spread di mercato di UniCredit si restringa su livelli vicini al margine riconosciuto dal titolo.

Il rendimento annuo prospettato non è molto esaltante: sul mercato vi sono bond del medesimo emittente più generosi, in particolare se si guarda la scadenza marzo 2026 (IT0005159162). I rendimenti attesi, se consideriamo la struttura della curva dei tassi di interesse, risultano in linea con quelli del CcT, considerando anche il differente prelievo fiscale.

 

I punti di forza:
  • UniCredit si conferma come una delle banche più solide del sistema domestico e l’unica realmente internazionalizzata;
  • Le cedole fisse del primo biennio sono allettanti (2%) se si considera la struttura attuale dei tassi di interesse di mercato;
  • Il management della banca ha intrapreso un processo di rafforzamento patrimoniale e reddituale;
I punti di debolezza:
  • Il margine che viene aggiunto all’Euribor a 3 mesi è molto contenuto ed inferiore allo spread di mercato dell’emittente;
  • Nel mercato secondario vi sono obbligazioni, anche dello stesso emittente, che risultano più generose come profilo di rendimento;
  • La differenza tra il rendimento ottenibile con i bond quotati comparabili e questo in collocamento segnala la presenza di oneri impliciti;

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.