Caccia ai certificati protetti

L’inizio d’anno da dimenticare sui mercati azionari e l’esplosione della volatilità sui listini hanno creato un ambiente interessante per una tipologia di investimento, quello dei certificati protetti, a patto ovviamente che la situazione almeno per qualche mese si stabilizzi. Per Plus24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo selezionato alcuni certificati bonus cap, evidenziandone la distanza dalla barriera e le strategie di investimento opportune.

Il recente crollo dei listini azionari spinge gli strumenti con la barriera. In particolare, sotto i riflettori finiscono i certificati a capitale condizionatamente protetto, quegli strumenti che consentono l’esposizione a particolari asset (indici azionari ad esempio), offrendo una garanzia parziale del capitale, condizionata al non raggiungimento di determinati livelli barriera stabiliti all’emissione.

Una selezione di certificati bonus cap evidenzia che oggi le barriere di protezione su alcuni indici sono anche a un 20-30% di distanza nonostante il recente crollo dei listini: una situazione che può fornire una sufficiente protezione, in assenza ovviamente di nuovi crolli. È importante che l’investitore abbia in mente i fattori che guidano i prezzi. Chi acquista questi strumenti a capitale condizionatamente protetto di fatto vende volatilità. Ha quindi senso comprarli quando la volatilità è alta, come in questa situazione di mercato, sapendo che a scadenza può ottenere anche un bonus, ma se viene violata la barriera la performance registrata è peggiore che non acquistare direttamente il sottostante.

Oggi sul mercato ci sono sostanzialmente due tipi di barriere, in continua e a scadenza. Meglio puntare su questa tipologia perché, anche se i guadagni sono più contenuti, evitano che la barriera posso scattare durante la vita dello strumento per una momentanea escursione di prezzo. Tra questi certificati grande successo è riscontrato da quegli strumenti che invece di un premio pagano cedole, annuali o semestrali, rispetto a un premio scadenza. È il fascino indiscreto del coupon ma non bisogna mai dimenticare che se le cose vanno male si rischia di perdere più del sottostante. Questi strumenti non vanno a sostituire le obbligazioni ma le azioni. È più economico poi acquistarli sul mercato piuttosto che in collocamento

 

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Il dettaglio dei certificati analizzati:

ISIN EMITTENTE SOTTOSTANTE
DE000DT890E1 Deutsche Bank EuroStoxx 50
DE000DT89020 Deutsche Bank FTSE MIB
DE000XM3RPP0 Deutsche Bank DAX
DE000DT89061 Deutsche Bank IBEX 35
IT0005023475 Banca IMI EuroStoxx 50
IT0005075442 Banca IMI FTSE MIB
XS1311117110 Banca IMI Euro Stoxx Banks
DE000HV4AWW5 Unicredit EuroStoxx 50
DE000HV4A4M8 Unicredit S&P 500
DE000HV4A4N6 Unicredit Dow Jones Industrial Average
DE000HV4AWX3 Unicredit Euro Stoxx Auto
DE000HV4A5L7 Unicredit Euro Stoxx Telecomunication
DE000HV4A5M5 Unicredit Euro Stoxx Utilities
DE000HV4A4L0 Unicredit Nasdaq 100
NL0011340757 BNP EuroStoxx 50
NL0010730263 BNP FTSE MIB

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.