Mi si è ristretto il portafoglio…

Dopo un lungo periodo di rialzi continuati, accompagnati da bassa volatilità, l’inizio del mese di febbraio ha ricordato agli investitori che perdere denaro sui mercati è ancora possibile. Il calo di borsa ha spaventato i risparmiatori ma non è il caso di farsi prendere dal panico.

L’indice MSCI World è arrivato quasi a perdere il 10% (in Euro) prima di recuperare durante la seduta del 6 febbraio. A partire da settembre 2017, anche il mercato obbligazionario globale, coperto dal rischio di cambio, ha subito una perdita di valore superiore al 2%. La versione esposta dal punto di vista valutario, invece, ha perso il 12% rispetto ai massimi di metà 2016.

 

Le ragioni del calo di borsa

Cosa ha spinto gli investitori a vendere i titoli azionari? Diversi motivi tecnici e la voglia di una parte del mercato di monetizzare i guadagni degli ultimi mesi.

Il rialzo dei tassi di interesse viene addotto come prima causa. Occorre ricordare come questo movimento sia stato indotto da una ripresa economica finalmente globale e sincronizzata, che sta risvegliando dal torpore gli investimenti delle imprese. Il contesto, quindi, si conferma molto confortante.

In pratica, si vendono le azioni in quanto l’economia va troppo bene. Si teme che si possa risvegliare l’inflazione, costringendo le banche centrali ad accelerare la politica monetaria restrittiva.

Nel frattempo anche i profitti delle imprese, persino in Europa, stanno complessivamente registrando un rimbalzo.

 

Tutto bene, anzi no

Dopo le performance positive di quasi tutti gli asset finanziari, si teme che un rialzo dei saggi possa far emergere ed esplodere le bolle speculative che, secondo alcuni, nel frattempo si sono formate.

Nel caso dei listini statunitensi qualche preoccupazione appare motivata. E non solo guardando ai titoli tecnologici. Il comparto dei titoli industriali, ad esempio, è arrivato a trattare con multipli di borsa vicini alla fine bolla anni 2000. Al contempo i titoli petroliferi scambiano su valori ragionevoli.

Calo di borsa: mi si è ristretto il portafoglio...

MSCI USA Industrials: dinamica dell’indicatore valore dell’impresa rispetto al fatturato (EV/Sales).

Il pacchetto fiscale di Trump, inoltre, ha indubbiamente stimolato la borsa. Ma rischia di aumentare il deficit fiscale, proprio in una fase in cui i tassi di interesse sono in rialzo. E qualche membro della FED ha già dichiarato che il percorso del debito pubblico negli States non è sostenibile.

Un altro aspetto degno di preoccupazione è il ciclo del credito mondiale. I rendimenti delle obbligazioni rischiose hanno raggiunto a livelli incredibilmente bassi, sospinti dalla ricerca di una remunerazione altrimenti sempre più prossima allo zero.

C’è da essere ottimisti in modo molto guardingo.

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.