Pensionato chiede lumi sul Carmignac Patrimoine

In seguito alla pubblicazione di alcune analisi su categorie di fondi attivi e su specifici fondi, continua la richiesta da parte dei lettori di una valutazione del proprio fondo di investimento, attuata secondo la nostra metodologia. Per Plus24, settimanale de Il Sole24Ore, abbiamo analizzato il fondo Carmignac Patrimoine, in seguito alla richiesta di un lettore che scrive: “Sono un pensionato con bassa propensione al rischio, gradirei un vostro parere e i relativi scenari di probabilità inerenti il fondo Carmignac Patrimoine A eur Acc (Isin FR0010135103). Investimento propostomi con insistenza come altamente sicuro e redditizio da parte della banca dove detengo depositi a tempo.”

Le analisi pubblicate:

Categorie: Obbligazionari Diversificati EUR, Azionari Italia, Bilanciati Flessibili EUR Globali
Fondi: Etnha Aktiv, Templeton Global Total Return, Pictet Robotics, UBI Income Opportunities, Schroder Strategic Credit

 

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Il fondo Carmignac Patrimoine è uno dei più famosi tra quelli commercializzati in Italia, con circa 25 miliardi di asset in gestione. Esso investe fino al 50% in azioni internazionali, di cui al massimo il 25% nei mercati emergenti. La componente obbligazionaria può variare dal 50% al 100% del totale.

Il fondo dichiara un indice di riferimento composto al 50% dal Msci All Country World e al 50% dal Citigroup Wgbi All Maturities, indice obbligazionario globale. Viene classificato da Morningstar nella categoria “Bilanciati Moderati Eur – Globali”, replicata da un benchmark costituito al 50% dal Msci World e al 50% dal BarCap Euro Aggregate. Gli viene assegnato un giudizio pari a quattro stelle su cinque. Al 31 dicembre 2015 l’investimento in titoli dei Paesi emergenti risulta pari a meno dell’8% del portafoglio complessivo e appare quindi abbastanza corretto confrontarlo con il paniere sopra citato.

Dal KIID  del fondo si rilevano spese correnti annue dell’1,68%, a cui aggiungere il 4% di spese di sottoscrizione e le eventuali commissioni legate al rendimento, pari al 10% della sovraperformance rispetto all’indice di riferimento ma non addebitati nel 2015, dati gli scarsi risultati del fondo. Il benchmark di categoria, replicato attraverso due ETF, presenta invece spese annue dello 0,19%, più i costi per il ribilanciamento, pari a circa 5€ a operazione per uno dei principali intermediari online.

Già osservando i costi appare difficile che il fondo possa offrire rendimenti migliori del benchmark di ETF. Negli ultimi tre anni infatti Carmignac Patrimoine è cresciuto del 13,2%, mentre il paniere di ETF ha fatto registrare un +23,8%. Allungando poi l’orizzonte di valutazione a cinque anni, i risultati sarebbero ancora più impietosi: +16,7% per il fondo e +33,2% per il benchmark di ETF.

Le due strategie presentano profili di rischio paragonabili, come dimostrano le rispettive volatilità (9,1% Carmignac Patrimoine, 9,4% il benchmark di ETF) e massimo drawdown (15% e 12%). Standardizzando il rischio delle due strategie, infatti,  si osserva che, avendo investito 10mila euro tre anni fa, se ne sarebbero ottenuti 11.690 dal fondo e 12.710 dalla strategia basata sull’investimento in ETF.

In conclusione, oltre a sottolineare che “investimenti sicuri” non esistono, se non a tasso negativo, il fondo appare inefficiente rispetto ad un’alternativa paragonabile in ETF. Non è possibile esprimere giudizi relativi all’adeguatezza del fondo rispetto al profilo di rischio del lettore, non conoscendo questo dato né la sua allocazione complessiva. Il fondo comunque mal si concilia con la bassa propensione al rischio dichiarata in premessa dal pensionato.

 

10000€ investiti nel fondo Carmignac Patrimoine rispetto ad una strategia in ETF equivalente:

Montante
3y €
Delta RAP 3y
(fondo-indice)
Max
Drawdown
Persistenza
(fondo vs. indice)
Carmignac Patrimoine 11,318 € -1,020 € -14.95% -0.83
Strategia ETF* 12,379 € -11.99%  –

 

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.