Creval social bond, generosi solo i risparmiatori

I “charity bond”, o social bond, sono obbligazioni che presentano una struttura di flussi simile a quelle tradizionali, ma una parte di questi vengono girati dall’emittente a un ente che persegue finalità a impatto sociale. Iniziative che coniugano il risparmio dei cittadini con le attività benefiche. Credito Valtellinese sta proponendo un bond di durata triennale che devolve all’Arcidiocesi di Milano lo 0,5% del nozionale.

Il Credito Valtellinese Social Bond Tasso Fisso 1,00% 30/12/2016 – 30/12/2019 (IT0005220881) presenta un ammontare massimo collocabile pari a 5 milioni. L’Arcidiocesi meneghina potrà disporre, quindi, al massimo di 25mila euro. L’ente utilizzerà quanto ricavato a sostegno di un ospedale missionario in Zambia.

Il bond offre un rendimento annuo prossimo all’1%, inferiore a quanto ottenibile sul mercato (1,7%) con un’altra obbligazione simile del medesimo emittente (IT0005053845). La lettura del prospetto fa emergere che il prezzo di emissione include altri costi pari al 2,93% del valore nominale che, secondo l’emittente, non sono commissioni di collocamento. Non viene quindi precisato che cosa possa incidere per lo 0,98% annuo, valore prossimo al costo di gestione di un fondo comune d’investimento.

È opportuno ricordare come la situazione dell’attivo della banca si collochi in una posizione intermedia tra gli istituti in difficoltà (Mps, le due Venete e Carige) e quelli di elevato standing (Intesa e Credem). Creval presenta una posizione di capitale positiva (CET1 12.4%) ma la banca è considerata come un emittente speculativo da Moody’s e da Fitch.

In conclusione, appare evidente come si tratti di una bella iniziativa dal punto di vista filantropico, ma la generosità proviene totalmente dai risparmiatori: l’istituto si limita solo ad effettuare raccolta di fondi a un prezzo inferiore al costo corrente di mercato.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.