Decisioni BCE e possibili conseguenze

Le decisioni di Mario Draghi, che ha potenziato il quantitative easing e tagliato i tassi di interesse, avranno un impatto sui portafogli dei cittadini. Ci sarà più liquidità per i finanziamenti, a patto che le banche decidano di concederli, ma l’altra faccia della medaglia è che diventa più difficile far fruttare i soldi. Marcello Rubiu, partner di Norisk, ha commentato per Il Fatto Quotidiano (www.ilfattoquotidiano.it) il possibile impatto delle decisioni della BCE sull’economia e sui portafogli degli investitori.

Non solo le banche e le imprese. Le nuove misure di stimolo all’economia decise giovedì da Mario Draghi sono destinate ad avere impatto anche sui portafogli dei cittadini. In linea teorica gli effetti saranno per lo più positivi, ma nella pratica le cose rischiano di essere un po’ meno lineari. I mutui a tasso variabile saranno lievemente più convenienti, ma ci sono diversi aspetti da tenere d’occhio, a partire dalle commissioni. I soldi parcheggiati nei conti deposito frutteranno di meno, così come quelli investiti in titoli di Stato. E per ottenere rendimenti occorrerà orientarsi su azioni o obbligazioni, a patto però di essere disposti a sopportare i relativi rischi.

Uno dei provvedimenti più innovativi consiste nel concedere nuovi finanziamenti alle banche, vincolati all’erogazione di credito a famiglie e imprese (tecnicamente si chiamano Targeted longer term refinancing operations), a un tasso negativo che può arrivare fino allo 0,4%. Significa che di fatto gli istituti vengono pagati per concedere prestiti. Al contempo viene alzato dallo 0,3 allo 0,4% l’interesse che sborsano per lasciare i soldi depositati presso la banca centrale. Insomma, per cercare di far passare i soldi dalle banche all’economia da una parte si tira, dall’altra si spinge. Anche se non è così semplice perché non sempre gli istituti che hanno esigenze di deposito e di finanziamento sono gli stessi. Infine il tasso ufficiale è stato totalmente azzerato. Tutti interventi che a prima vista favoriscono la concessione di prestiti e mutui a condizioni convenienti.

Ma i tassi sono già da tempo sui minimi storici e l’ulteriore ritocco di giovedì consentirà a chi ha scelto il tasso variabile di risparmiare solo pochi euro su rate già basse. Nell’ultimo anno l’Euribor a tre mesi è infatti già sceso da circa 0,03 a -0,2. A questo valore le banche applicano poi una maggiorazione (spread) che varia da istituto a istituto. Attualmente su un finanziamento ventennale si riescono a strappare rate con tassi intorno all’1%. Per evitare trappole, però, “chi ha acceso un mutuo in passato dovrebbe verificare che il computo avvenga correttamente considerando l’euribor sotto zero, a meno che il contratto non preveda altrimenti”, spiega Marcello Rubiu, partner della società di consulenza finanziaria Norisk.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.