L’effetto bail-in sull’obbligazione Banco Popolare

I risparmiatori che investono in titoli di debito bancari, a partire dal 2016, dovranno fare i conti con il bail-in, ovvero la fine della garanzia statale, non dichiarata, sulla solvibilità degli istituti di credito. Nel caso di insolvenza da parte di un istituto, quindi, i creditori potrebbero essere penalizzati. Per Plus24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo analizzato l’obbligazione Banco Popolare Step-Up Multicallable 30.10.2015 – 30.10.2020 (IT00005137432).

Come ci si poteva aspettare, i rendimenti dei bond bancari domestici hanno iniziato ad alzarsi e sono aumentati i differenziali rispetto ai nostri titoli di Stato, con i titoli delle banche high yield che hanno registrato un ampliamento più pronunciato. Analizzando i credit default swap (Cds) a 5 anni, ad esempio, si può notare come il costo per assicurarsi dal fallimento di Banco Popolare (2,34%) sia ben diverso rispetto a quello di Intesa San Paolo (1,14%) e come il differenziale sia passato da 0,5% all’attuale 1,2%.

Come conseguenza del bail-in, quindi, gli investitori stanno maggiormente discriminando tra i diversi istituti. Non è un caso che il rendimento annuo a scadenza per l’emissione per istituzionali di Banco Popolare con scadenza 03/2019 (XS1044894944) si sia innalzato al 2,8%. Il medesimo istituto sta proponendo agli investitori retail un bond di durata 5 anni, caratterizzato da cedole trimestrali fisse e crescenti, che riconosce al possessore uno yield pari all’1,43%. In aggiunta, l’emittente ha la possibilità di richiamare in anticipo il prestito a partire da ottobre 2017; qualora il rendimento di mercato dovesse scendere e, conseguentemente, il prezzo del titolo superasse la parità, l’istituto ha quindi la facoltà di rimborsare a 100 il prestito.

La lettura del prospetto segnala all’investitore che le commissioni di collocamento incorporate nel bond sono circa l’1,17% e non viene comunicato il valore del derivato venduto, implicitamente, dal risparmiatore alla banca.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.