L’entusiasmo sul listino azionario non contagia i fondi immobiliari

In un anno caratterizzato da performance borsistiche a doppia cifra da parte del listino azionario italiano, ci tocca segnalare un periodo amarissimo per i fondi chiusi immobiliari quotati (-13%). Le svalutazioni “monstre” del patrimonio immobiliare da parte di alcuni veicoli e le conseguenti riduzioni del patrimonio netto hanno inciso sull’intero segmento.

Pochi fondi finora sono riusciti a registrare variazioni positive da inizio anno e, in ogni caso, inferiori a quella ottenuta dal Ftse Mib. Tra i fondi migliori Unicredito Immobiliare 1 (IT0001358479, +2,3%), che aveva procrastinato per ben due volte l’approvazione del rendiconto annuale, lasciando sperare in una possibile notizia di dismissione del portafoglio rimanente. Ma purtroppo niente di tutto questo. Il fondo ha approvato il periodo di grazia allungando la scadenza al 2020 e, soprattutto, la distribuzione di 400 euro pro-quota che avverrà il 15 maggio prossimo.

Segnaliamo come rimanga ancora da distribuire parte di quanto verrà ricavato dalla vendita dei supermercati. Notizie non incoraggianti dal cespite più importante sito in Roma (119 milioni di euro), che era oggetto di una trasformazione da direzionale in residenziale partita nel lontano 2011. L’iter con l’Amministrazione capitolina non si era ancora concluso ma la Sgr ha deciso di modificare nuovamente la destinazione d’uso e di mantenere una netta predominanza della parte a uso uffici. Il rendiconto prevede l’’inizio dei lavori nel 2020, aspetto che non depone a favore della Sgr e del comune di Roma.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.