Più ETF per l’amante dei bond high yield

Abbiamo risposto per Plus24, settimanale de il Sole24Ore, alla lettera di un risparmiatore, interessato ad avere un’opinione su due bond high yield. Il lettore chiede: “Mi complimento per il programma di educazione finanziaria che progettate di lanciare (vedi Plus del 10 settembre); diversificare, pazientare, confrontare… saggissimi precetti. […] Mi secca un po’ che un gestore riempia il mio paniere degli stessi bond, con gli stessi rischi che potrei accollarmi anche da solo; tanto lui preleverà comunque le sue laute provvigioni, invece la mia quota nel fondo crollerà se va male. Ciò detto vi pongo due domande: 1) Un bond molto grosso (1 miliardo) di Unipol con cedola al 3% non ha rating e esige acquisti di almeno centomila euro o multipli: bisogna automaticamente diffidarne? 2) Torno, ora, sul bond Portugal Telecom marzo 2017 (Isin XS0215828913) e su altri della stessa emittente con durate fino al 2020. A giugno il titolo precipitò fino a 16 circa, ora annaspa su 23-25 euro. Leggo notizie sui blog allarmanti e so di manovre dei fondi pensione (molto investiti) per cercare di attenuare le conseguenze del dissesto che ne pensate?”

Al bond di Unipol (XS1206977495) è stato assegnato un rating da Moody’s (Ba2) e Fitch (BB+) che coincide con quello dell’emittente. Si tratta di un bond high yield e infatti offre uno spread di rendimento pari al 3,3% rispetto al titolo di Stato tedesco; non dovrebbe rivestire, pertanto, un ruolo importante in un portafoglio complessivo.

Il bond di Portugal Telecom (XS0215828913) è in realtà emesso da Oi Brasil, la controllata del player portoghese. La società è in default e infatti scambia attorno a 24, ad un prezzo quindi ben lontano da 100 e che rappresenta il possibile recupero utilizzabile da una ristrutturazione tuttora in atto. Il piano contiene diverse opzioni che comprendono scambi di bond/equity, che possono comportare una riduzione del valore prossimo al 70% di quello iniziale ma, trattandosi di uno swap che include titoli convertibili, la penalizzazione potrebbe essere ben superiore. Dal 20 giugno è in procedura fallimentare e quindi non ci si aspetta alcun lieto fine.

Consigliamo di evitare di investimenti di questo tipo, a meno di essere un gestore di un hedge fund. Per chi detiene il titolo inizia un periodo di passione e di scelte dolorose. La società è incapiente, il che significa che non vi sono risorse sufficienti per corrispondere interessi, rimborsare i creditori e rimanere sul mercato e l’unico trattamento privilegiato è quello previsto dalle norme contrattuali (titoli secured). Sembra vi sarà un trattamento di favore anche per chi collaborerà al piano di rilancio, ovvero per coloro i quali apporteranno nuove risorse finanziarie.

I risparmiatori possono contattare sia il proprio intermediario e, soprattutto, le varie associazioni dei consumatori, che probabilmente si attiveranno per difendere coloro che sono stati colpiti da questo flagello. Segnaliamo come nel settembre 2015 il peso dell’emittente Oi Telecom all’interno di un Etf high yield in Euro fosse prossimo allo 0,8%, a confermare come la diversificazione aiuti a non dilapidare il capitale.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.