Investire in Brasile con dolore…

Gli investimenti sul Brasile sono stati una tragedia da diverso tempo, sia se si considerano ne azioni che le obbligazioni in divisa locale; il Real, a partire dal 2011, si è svalutato di oltre il 40% persino contro una valuta debole come l’Euro. La sciagura passata, però, potrebbe costituire un’occasione per il futuro…  Per la sezione ETF del sito di Fineco (www.fineco.it) abbiamo analizzato la situazione del Paese sudamericano, le prospettive future e gli ETF che permettono di investire in tale mercato.

Peggio del 7-1 subito dalla Germania agli scorsi mondiali, giocati peraltro in casa. Il Brasile sta infrangendo tutti i record economici negativi, passando dall’essere uno dei BRIC a maggior crescita, nonché uno dei motori dell’economia globale, ad essere uno dei peggiori tra i Paesi Emergenti. La situazione della presidente Dilma Rousseff, dopo solo sei mesi dall’inizio del suo secondo mandato, è piuttosto difficile, come confermato dal minor indice di gradimento tra tutti i presidenti recenti del Brasile. I vari scandali legati alla corruzione nel Paese, in particolare quello di Petrobras, l’economia debole e l’inquietudine della popolazione potrebbero anche portare alle sue dimissioni prima della fine del mandato.

Le previsioni del PIL per il 2015 parlano di una contrazione del 2.5%, in ribasso dal +0.1% dell’anno scorso, e, tra i grandi Emergenti, si pensa che solo la Russia possa fare peggio. Anche le previsioni per il 2016 sono state rettificate, passando dall’1% del mese scorso all’attuale 0.5%; la crescita media del prodotto interno lordo per il secondo mandato Roussell, dal 2015 al 2019, viene prevista pari allo 0.9% medio anno, più bassa di quella durante il primo mandato, 2,1%, e, soprattutto, rispetto a quella del boom del 2004-2010, +4.5% annuo. L’inflazione, a metà giugno, risultava pari all’8.8% e si pensa che possa crescere fino ad oltre il 9% a fine anno, mentre la disoccupazione è aumentata al 6.9%, rispetto al 4.8% di un anno fa.

Come buona parte delle valute globali, nell’ultimo anno il Real brasiliano si è svalutato notevolmente nei confronti del Dollaro, perdendo circa il 30%, e negli ultimi giorni ha subito un nuovo tracollo, precipitando ai minimi degli ultimi 12 anni rispetto al biglietto verde. La debolezza della divisa brasiliana, però, non ha aiutato particolarmente le esportazioni, tant’è che lo scorso anno, per la prima volta dal 1998, il Brasile ha avuto una bilancia commerciale negativa; la compressione delle importazioni, però, unita al declino del consumo e degli investimenti, ha portato nuovamente ad un surplus nella prima parte del 2015.

Altri dati negativi sono relativi alla crescita di alcuni dei principali comparti del Paese: la produzione industriale, a maggio, è diminuita dell’8.8% anno su anno, mentre il comparto dei servizi, che conta per il 70% del PIL brasiliano, in termini reali, ovvero considerando l’inflazione, si è contratto dell’8%. A ciò vanno aggiunti alcuni problemi strutturali del Brasile, come ad esempio le infrastrutture, classificate dal World Economic Forum al 120esimo posto su 144 Paesi considerati. Nonostante una valuta debole, gli investitori stranieri non sono comunque attratti dalle possibilità del Paese e gli investimenti stranieri sono diminuiti da 39 mld$ dei primi cinque mesi del 2014 ai 25.5 mld$ di quest’anno.

La situazione critica del Brasile viene infine confermata dalle principali società di rating: S&P sta valutando se togliergli lo status di investment grade, mentre Morgan Stanley lo colloca in testa alla classifica del rischio tra gli emergenti, davanti a Turchia e Sudafrica. A dispetto delle previsioni pessime, si possono ravvisare anche dei, piccoli, segnali positivi, dati dai fondamentali dell’economia, ragionevoli e non paragonabili a quelli di altri Paesi sudamericani come Argentina, Bolivia e Venezuela.

 

Tra gli ETF analizzati nella newsletter segnaliamo, sul MSCI Brazil, l’iShares MSCI Brazil UCITS ETF (IE00B0M63516 e IE00B59L7C92), il db x-trackers MSCI BRAZIL INDEX UCITS ETF (LU0292109344), l’Amundi ETF MSCI Brazil UCITS ETF (FR0010821793), l’HSBC MSCI Brazil UCITS ETF (IE00B5W34K94) e l’UBS ETF – MSCI Brazil UCITS ETF (IE00B6SBCY47); sull’indice Bovespa, invece, il Lyxor UCITS ETF Brazil Ibovespa (FR0010408799).

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.