ETF Italia, azioni al piccolo trotto

Dopo diversi anni da dimenticare, grazie ad un ottimo 2015 le azioni italiane sono tornate al centro dell’interesse degli investitori. La crescita economica, nonostante vi siano degli stimoli importanti, continua ad essere anemica sebbene vi sia un timido ottimismo per il 2016. Come orientarsi con le azioni? Per la sezione ETF del sito di Fineco (www.fineco.it) abbiamo analizzato la situazione del mercato italiano, le prospettive future e le possibilità di investimento attraverso gli ETF.

L’Italia è uscita dalla black list degli investitori e vi sono diversi gestori che attualmente sovrappesano l’esposizione nei confronti del nostro paese. La stima preliminare della variazione del PIL relativa al terzo trimestre, pur essendo positiva (+0.2%), è apparsa inferiore delle stime e permane su livelli pesantemente inferiori a quelli rilevati nel ciclo economico precedente. Come si sa, il peso opprimente del debito pubblico e dei crediti deteriorati delle banche costituisce un problema ancora irrisolto, sebbene sul secondo punto ci potrebbero essere delle svolte importanti nei prossimi mesi.

La salute delle banche, infatti, è una priorità sia per il rilancio economico che per garantire la continuazione del trend positivo in borsa. La “ripresina” in corso ha avuto delle ripercussioni nei risultati aziendali dei titoli quotati? Le società listate a Milano hanno visto i ricavi calare in modo aggregato del 7.7%, mentre gli utili sono aumentati di appena 1.57%. Sembrerebbe quindi una situazione ancora piuttosto difficile, ma il data aggregato può essere fuorviante.

Le società appartenenti al comparto energetico e a quello telefonico, infatti, hanno visto un calo significativo dei ricavi e degli utili nelle ultime trimestrali: le prime hanno sofferto della discesa del prezzo del greggio e Eni ha dovuto registrare perdite di esercizio dalle attività ricorrenti; significativo è apparso il calo dei ricavi anche per Telecom Italia, come del resto anche quello  degli utili.

I risultati dei titoli industriali hanno invece deluso le aspettative a livello complessivo, ma vi sono state anche notevoli differenze: tra i migliori vi sono stati Ansaldo, Finmeccanica, Atlantia e Moleskine e sono arrivati “numeri” positivi anche da alcune società operanti nei beni di consumo primario, come Campari e Parmalat. Nel nostro listino un peso molto rilevante è rivestito dal comparto finanziario, composto da banche e compagnie assicurative, e le indicazioni non sono apparse univoche, con sorprese positive  come Unicredit, che poi hanno però trovato una risposta fredda dal mercato per quanto riguarda il piano industriale.

Finora il rialzo del mercato non è stato accompagnato da un evidente miglioramento gestionale delle imprese domestiche ma ovviamente gli investitori acquistano soprattutto aspettative e queste continuano ad essere abbastanza incoraggianti. Un aspetto da considerare è che buona parte delle imprese ha un focus operativo domestico e al massimo regionale e che, quindi, investire nel listino italiano significa scommettere principalmente sulle prospettive del nostro Paese.

 

Per investire sul mercato italiano, vi sono numerosi ETF disponibili. Sul FTSE MIB citiamo: Lyxor UCITS ETF FTSE MIB (FR0010010827), db x-trackers FTSE MIB Index UCITS ETF (LU0274212538), iShares FTSE MIB UCITS ETF (IE00B1XNH568 e IE00B53L4X51) e Amundi ETF FTSE Mib UCITS ETF (FR0010892208), oltre alle versioni short e a leva Lyxor ETF FTSE MIB Daily Short Bear UCITS ETF (FR0010446146), Lyxor ETF FTSE MIB Daily Double Short Xbear UCITS ETF (FR0010446666), Lyxor ETF FTSE MIB Daily Leveraged UCITS ETF (FR0010446658). Sul MSCI Italy, invece, Amundi ETF MSCI Italy UCITS ETF (FR0010655720), ComStage MSCI Italy UCITS ETF (LU1104574725) e iShares MSCI Italy Capped ETF (US4642868552).

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.