L’efficienza del mercato non aiuta i fondi azionari USA

Il mercato azionario Usa è l’emblema della supposta efficienza dei mercati. C’è una pletora di operatori che analizza tutte le informazioni disponibili su questo mercato, ma i prezzi dei titoli sono troppo efficienti e già le incorporano tutte. Per questo motivo è quasi una missione impossibile fare meglio del mercato. E ottenere, quindi, dei rendimenti maggiori dell’ETF coerente con la strategia. Per Plus24 abbiamo analizzato la categoria dei fondi Azionari USA Large Cap Blend.

Le puntate precedenti:

Azionari Giappone EUR Hedged
Bilanciati Moderati EUR Globali
Obbligazionari Paesi Emergenti Valuta Locale
Azionari Area Euro
Obbligazionari High Yield USD
Bilanciati Prudenti EUR – Globali
Azionari Settore Tecnologia
Azionari Paesi Emergenti
Bilanciati Flessibili EUR – Globali
Obbligazionari Diversificati Eur
Azionari Italia

 

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I risultati dell’analisi

Questo vale ancora di più se in media i fondi azionari USA costano l’1,77% all’anno rispetto allo 0,07% addebitato dall’iShares Core S&P500 UCITS ETF (IE00B5BMR087). Se poi i fondi arrivano a costare oltre il 2%, come accade per 57 strumenti presenti nella categoria, è facile immaginare come i risultati ottenuti possano essere molto deludenti. Il risparmiatore, quindi, “paga” commissioni e rischi per investire nell’azionario Usa ed ottenere performance subottimali.

Se guardiamo all’intero universo analizzato, solo 10 fondi azionari USA ottengono rendimenti migliori dell’ETF. Considerando la presenza di diverse classi dello stesso strumento, però, sono solo quattro quelli che fanno realmente meglio del “clone” preso a riferimento per il confronto.

 

Promossi e bocciati

L’analisi dei rendimenti corretti per il rischio registrato (Rap) determina solo due promossi: il fondo di Alliance Bernstein e quello di Oyster. Solo il primo, però, evidenzia un’indicazione positiva di persistenza dei risultati. È interessante notare come tra i migliori fondi vi sia uno di Pictet che in modo esplicito cerca di replicare lo S&P500 a costi accessibili (0,44% annuo). Nonostante questa contenuta onerosità lo strumento fatica a mantenere il passo dell’ETF, sebbene abbia evidenziato una rischiosità inferiore al replicante.

Tra i peggiori emergono due fondi gestiti da Azimut, che hanno ottenuto rialzi irrisori quando l’ETF nel triennio è riuscito a incrementare il valore di oltre il 34%. La struttura commissionale piuttosto onerosa può spiegare solo parzialmente i risultati deludenti. Una parte preponderante è riconducibile a una serie di scelte sbagliate del gestore. Emblematico notare come il drawdown, la perdita massima registrata negli ultimi tre anni, sia risultata superiore al 24% per i fondi, mentre per l’ETF di circa il 15%.

Desta qualche perplessità il fatto che tra i fondi meno performanti vi siano due grandi gestori Usa, JPMorgan e Franklin Templeton. Il primo, in particolare, ha ben sei diversi fondi in questa categoria. Nessuno di questi però è riuscito a ottenere risultati che si avvicinano a quelli dell’ETF. Tra i fondi più importanti come dimensione dell’attivo, sempre rimanendo tra i gestori a “stelle e strisce”, vi sono anche Fidelity e Goldman Sachs. Pure loro non riescono ad ottenere incrementi di valore in linea con l’ETF.

E tra i gestori italiani? Il “migliore” è risultato Anima America, che ha registrato un Rap pari a 1.335 Euro. Comunque inferiore a quello ottenuto dall’ETF pari a 1366 euro.

 

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Fondi Azionari USA Large Cap Blend – I migliori:

LU0747343753 OYSTER US Selection C USD
LU0232467836 AB FCP I US Thematic Research Portfolio C Acc
LU0130732877 Pictet-USA Index P USD
AT0000764766 Raiffeisen-US-Aktien R VT
LU0065004045 Goldman Sachs US CORE Equity Portfolio Base

 

Fondi Azionari USA Large Cap Blend – I peggiori:

LU0107998725 AZ Fd1 American Trend B-AZ Fd Acc
IT0001055075 Azimut Trend America
LU0181361980 UBAM AJO US Equity Value RC USD
LU0325075496 JPM Highbridge US STEEP D perf (acc) USD
LU0098860363 Franklin US Equity A(acc)USD

 

Corsa a corrente alternata

Oyster US Selection (LU0747343753) negli ultimi 3 anni ha mostrato un andamento simile a quello dell’ETF, fornendo però risultati di poco superiori. Anche considerando la prestazione corretta per il rischio (Rap) lo strumento rimane interessante. La capacità di fare meglio dell’ETF, però, non sempre si è palesata in passato. Nel triennio precedente, basandosi sul mero risultato, il fondo avrebbe infatti dovuto essere scartato, in quanto l’ETF aveva registrato performance molto più elevate.

Fondi Azionari USA - Oyster US Selection (LU0747343753)

Oyster US Selection (LU0747343753)

La mera replica del mercato che costa

Il fondo di fondi Core Series – Core US Strategy (LU0762831922), gestito da Pioneer e collocato principalmente da Fineco, ha ottenuto risultati deludenti. Pur cercando di replicare l’ETF (r2=0.94 su un massimo di 1), il fondo ha offerto oltre il 20% in meno. La stratificazione delle commissioni porta lo strumento ad addebitare il 3.29% all’anno (329€ ogni 10.000€ investiti). Contro lo 0.07% dell’ETF. Con questi costi battere un mercato efficiente come quello usa è una missione impossibile.

Fondi Azionari USA - Core Series - Core US Strategy (LU0762831922)

Core Series – Core US Strategy (LU0762831922)

Risultati scadenti e a caro prezzo

Azimut gestisce due fondi focalizzati sugli States, differenti come domicilio: AZ Fund 1 American Trend (LU0107998642) e Azimut Trend America (IT0001055075). Entrambi hanno mostrato una dinamica simile: rendimenti contenuti se rapportati al mercato e molto più rischio, soprattutto nelle fasi sbagliate. E commissioni ingenti, che superano il 2.3% annuo. Ironia della sorte, il risparmiatore ha dovuto pure corrispondere al gestore la commissione variabile (0.74%), da aggiungere a quella sopracitata, per premiare i risultati “stellari” conseguiti dai gestori.

Fondi Azionari USA - AZ Fund 1 American Trend (LU0107998642) - Azimut Trend America (IT0001055075)

AZ Fund 1 American Trend (LU0107998642) – Azimut Trend America (IT0001055075)

L’ETF part-time

Il fondo Fidelity America classe A (LU0048573561) si è dedicato per 5 anni a replicare il mercato, ovvero l’ETF. Pur facendosi pagare come un gestore attivo (1.88%) annuo, riusciva a mantenere il passo del clone. All’inizio del 2017, però, il gestore ha deciso di “mettersi in proprio” e iniziare a svolgere scelte attive di investimento. I risultati però sono stati negativi. Il fondo è riuscito a perdere denaro in un anno finora molto positivo per il mercato di riferimento.

Fondi Azionari USA - Fidelity America A (LU0048573561)

Fidelity America A (LU0048573561)

 

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.