Fondi Bilanciati Prudenti, battere gli ETF è quasi impossibile

I fondi bilanciati sono molto in voga e apprezzati dai risparmiatori, perlomeno se si guardano i dati sulla raccolta e le dimensioni rilevanti di diversi strumenti. Ma se si analizzano le performance, soprattutto confrontandole con quelle ottenute dalle strategie in ETF comparabili, la narrazione cambia e le delusioni sono innumerevoli. Per Plus24, settimanale de Il Sole24Ore, abbiamo analizzato la categoria dei fondi Bilanciati Prudenti EUR – Globali, confrontandoli con una strategia in ETF.

Le puntate precedenti:

Azionari Settore Tecnologia
Azionari Paesi Emergenti
Bilanciati Flessibili EUR – Globali
Obbligazionari Diversificati Eur
Azionari Italia

 

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Osservando i meri rendimenti triennali solo 12 fondi riescono a far meglio della strategia in ETF, che salgono a 19 se si utilizza la metodologia che consente di comparare fondi con diversi profili di rischio (Rap). Una pattuglia di prodotti che si assottiglia però drasticamente se nell’analisi entra in gioco anche la persistenza delle overperformance nel più ampio periodo di sei anni: solo 5 fondi (3,1% del totale) risultano pienamente positivi, combinando Rap e persistenza.

Un fattore da considerare nell’interpretare risultati così deludenti è l’elevata onerosità di questi strumenti: le spese correnti annue medie si avvicinano all’1,8%, rispetto a un costo combinato del paniere in ETF che si aggira attorno allo 0,2% a cui aggiungere i costi di intermediazione e il differenziale denaro/lettera. Mentre nel valutare i risultati dei fondi, non sono stati considerati i costi di sottoscrizione e uscita, che possono risultare molto pregiudizievoli per il risparmiatore.

I gestori analizzati, per limitare comparazioni e avere più flessibilità operativa, evitano di dichiarare il benchmark (133 su 180) oppure prediligono un termine di paragone monetario (6 su 180). La metodologia utilizzata nell’analisi consente di standardizzare i rendimenti rispetto alla rischiosità registrata, rendendoli quindi comparabili con la strategia in ETF.

Tale strategia è stata implementata esponendosi per il 25% su uno strumento azionario (iShares Core MSCI World UCITS ETF, IE00B4L5Y983) e per il 75% su uno obbligazionario (SPDR Barclays Euro Aggregate Bond UCITS ETF, IE00B41RYL63). Il ribilanciamento è stato effettuato trimestralmente, considerando costi di intermediazione e imposte.

Diverse case di gestione presentano una pluralità di prodotti in questa strategia: diversi gestori offrono 3 fondi (Schroder, Anima e Pioneer), Azimut 9 ed Eurizon ben 13. Di questi, però, solo uno di Eurizon risulta quasi promosso.

Da notare che il fondo Base Investments Flexible Low Risk Exposure EUR è risultato il migliore ma attua una strategia di gestione lontana da quella prevista da questa categoria e dal suo benchmark (60% Jpm Gbi Global EMU + 30% Mts Bot + 10% Ftse Eurotop 100 Tr Eur): dall’ultimo rendiconto semestrale disponibile emerge che investe anche in obbligazioni dei Paesi Emergenti, nonché in diversi bond in valuta. Si tratta di una operatività coerente con il prospetto informativo, che consente al gestore di esporsi fino al 20% in obbligazioni high-yield, ma occorre chiedersi quanto possa essere rappresentativo e utile il benchmark dichiarato, se il gestore può esporsi su un universo di titoli ben più ampio e, soprattutto, più rischioso.

 

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Fondi Azionari Tecnologia – I migliori:

LU0492099089 Base Investments Flexible Low Risk Exposure EUR
LU0048292394 BL-Global 30 B
LU0543854391 Saga Select Asset Allocation Fund B
IT0000384641 Arca TE – Titoli Esteri
LU0864714000 MainFirst Absolute Return Multi Asset A

 

I peggiori:

LU0677960808 AISM Global Opportunities Low Volatility Fund R
LU0438908757 Zest Global Value Fund R
LU0173942318 DB Platinum IV Sovereign Plus R1C
IE00B4VGXC73 Diadema Capital Plus Premium
LU0620021666 CompAM SB Bond D EUR Inc

 

Quando l’overperformance (quasi) svanisce…

M&G Optimal Income Euro A-H Acc, quasi 20 mld€ di AuM, tra il 2011 e il 2014 ha ottenuto performance molto brillanti, +14% rispetto alla strategia in ETF comparabile. Nel triennio successivo le sorti si sono però invertite, +4% per la soluzione in cloni. Il fondo ha una volatilità più contenuta e, equiparando il livello di rischio delle due soluzioni, 1000€ investiti all’inizio del periodo nel fondo sarebbero diventati 1134€, rispetto a 1148€ della strategia di ETF. Negli ultimi 6 anni, però, il fondo riesce complessivamente a superare la soluzione passiva (Delta RAP 182€).

GB00B1VMCY93 M&G Optimal Income Euro A-H Acc

GB00B1VMCY93 M&G Optimal Income Euro A-H Acc

 

La replica della replica

Allianz MultiPartner – Multi20 negli ultimi 3 anni ha mostrato una dinamica dei rendimenti molto simile alla strategia in ETF equiparabile (R2 pari a 0,87 su un massimo di 1). A 6 anni, il fondo ha fruttato una leggera overperformance rispetto alla soluzione in ETF, +32% rispetto a +30.3%. Nonostante il costo annuo del fondo (1,92%), piuttosto elevato, il gestore riesce a tenere testa alla strategia “low cost”.

IT0003081509 Allianz MultiPartner - Multi20

IT0003081509 Allianz MultiPartner – Multi20

 

Limitare il rischio e rinunciare ai guadagni

In questa categoria di fondi vi sono diversi prodotti che attuano strategie per contenere la rischiosità e Carmignac Pf Capital Plus A EUR Acc rientra in questa fattispecie. I rendimenti risultano poco soddisfacenti anche se si effettua la “standardizzazione” del rischio rispetto alla strategia in ETF e nell’ultimo triennio ha ottenuto 1021€, mentre la strategia in ETF 1148€ (su 1000€ investiti ad inizio periodo, risk/adjusted).

LU0336084032 Carmignac Pf Capital Plus A EUR Acc

LU0336084032 Carmignac Pf Capital Plus A EUR Acc

 

Tutti perdenti

Diverse case di gestione tendono ad avere più prodotti che effettuano strategie simili, anche loro diversificano. Schroder gestisce 3 fondi diversi, ciascuno con una pluralità di classi. I risultati ottenuti appaiono molto deludenti e distanti da quanto conseguito dalla strategia sviluppata con i due ETF, pur considerando la differente rischiosità tra i fondi e la strategia con i “cloni”. Le classi più onerose e “coperte” per il tasso di cambio sono anche riuscite a perdere denaro in un contesto di mercato positivo.

Fondi Schroder

Fondi Schroder

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.