Fondi, chi guadagna di più tra gestori e risparmiatori

Uno dei pilastri della Mifid2 è la trasparenza che dovrà essere fornita agli investitori sul fronte dei costi. I clienti gradualmente potranno rendersi conto dell’impatto delle commissioni prelevate dagli intermediari sui loro investimenti. Potrebbero quindi – anzi dovrebbero – optare per soluzioni più efficienti senza farsi “spremere”. Per il Sole24Ore abbiamo analizzato gli oneri che gravano sui vari strumenti finanziari per farli percepire ai risparmiatori. Chi guadagna di più tra il gestore ed il risparmiatore da un investimento in un fondo?

Domani, 13 gennaio, prenderemo in esame per Plus24 la categoria dei fondi comuni classificati da Morningstar come “Bilanciati Prudenti EUR”. Circa 70 comparti di 46 fondi e Sicav differenti saranno analizzati con l’ottica di verificare quale gestore attivo ha espresso valore aggiunto ai clienti, battendo in maniera sistematica una paragonabile strategia d’investimento realizzabile concretamente con due ETF.

Per la versione online del Sole24Ore, invece, abbiamo confrontato i guadagni dei sottoscrittori e dei gestori dei fondi della categoria.

 

Chi guadagna di più? I fondi Bilanciati prudenti EUR alla prova degli ETF

Un portafoglio costituito al 25% da titoli azionari europei e al 75% da obbligazioni in Euro investment grade può essere una soluzione molto comune tra i risparmiatori italiani. Un livello di rischio contenuto e l’esposizione ai mercati europei, sostenendo un limitato rischio di cambio, dovuto alle valute diverse dall’Euro, quali principalmente Sterlina inglese e Franco svizzero.

Tale strategia può essere replicata con un semplice portafoglio di ETF. Esso è composto al 75% dallo SPDR Barclays Euro Aggregate Bond, che rappresenta il mercato delle obbligazioni in Euro, e al 25% dall’ETF Amundi Msci Europe, sul mercato azionario europeo. Nell’analisi questo paniere viene ribilanciato trimestralmente, prendendo in considerazione tutti i costi sostenuti, relativi allo spread denaro-lettera e alle compravendite degli strumenti, nonché la tassazione applicata.

Dall’altra parte per i fondi sono considerati tutti i costi previsti. Compresi gli oneri di sottoscrizione che, essendo incamerati dal personale commerciale delle banche o delle reti di promotori, possono essere soggetti a negoziazione tra risparmiatori e gli stessi. Non sono state incluse, invece, le commissioni di uscita e quelle variabili eventualmente previste.

Ma quanti sono i fondi ad aver fatto meglio del benchmark in ETF? E, soprattutto, come si suddivide il guadagno tra SGR e investitore?

Fondi, chi guadagna di più tra gestori e risparmiatori

Fondi, chi guadagna di più tra gestori e risparmiatori. Il confronto tra la media di categoria e la strategia in ETF.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.