Il fondo immobiliare Olinda ha deluso l’investitrice

Il fondo immobiliare Olinda è stato spesso protagonista delle lettere dei risparmiatori nella rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus24, settimanale de Il Sole24Ore. Abbiamo risposto ad un’investitrice, scontenta dell’andamento del suo investimento nel fondo quotato, che scrive: “Sono una quotista del famigerato fondo immobiliare Olinda chiuso nel dicembre 2014. Questo fondo nato nel 2004 aveva una durata di 7 anni poi poco prima della scadenza nel 2011 è stato prorogato di altri 3 anni (se l’avessi saputo al momento dell’acquisto non l’avrei fatto). Lo strumento in questione mi è stato venduto facendomi credere che aveva un rendimento del 8% annuo invece il rendimento è stato di molto inferiore e in alcuni anni non è stato proprio distribuito. Inoltre il capitale è stato rimborsato solo parzialmente (poco più della metà), gli unici che hanno fatto lauti guadagni sono gli amministratori di Olinda. La «ciliegina sulla torta» è che ci sono circa dieci euro per quota che inspiegabilmente a un anno e mezzo dalla chiusura non sono stati ancora rimborsati. Con quale diritto trattengono questi soldi?”

Il fondo immobiliare Olinda è partito a dicembre 2004 ed è stato liquidato in data 25 febbraio 2015, rispettando quindi quanto esposto nel Regolamento del fondo, che prevedeva una durata di 7 anni a cui aggiungere il cosiddetto periodo di grazia (3 anni) per il completamento dello smobilizzo. Il fondo ha subìto un rendimento annuo negativo pari al -2,68% e ha perso circa 70 euro sui 500 ero pro-quota raccolti all’emissione. La sua storia è stata caratterizzata da un primo periodo di vita sostanzialmente positivo e da un secondo disastroso, che ha portato ad una vendita degli immobili ad un prezzo molto distante dal patrimonio netto stimato alla fine del 2013.

Si consideri come Olinda abbia rimborsato solamente 124,73 euro, quindi circa un terzo del valore esposto nel suo bilancio dalla stessa Sgr (pari a 374,06 euro). La critica più evidente è che Bnp Re abbia proceduto ad una vendita degli immobili così pregiudizievole per i risparmiatori senza attendere l’approvazione della “super proroga” la quale, approvata per decreto appena due mesi dopo, avrebbe consentito di allungare la vita del fondo di altri due anni, procedendo alla dismissione degli immobili in modo meno disastroso. Segnaliamo come Confconsumatori si sia attivata per difendere i risparmiatori che si sentono vittime di un ingiusto pregiudizio economico.

La lettera dell’investitrice fa emergere alcuni aspetti estendibili ad una ampia platea: in primis i risparmiatori non prestano adeguata attenzione ai prospetti informativi, che dovrebbero ricevere dagli intermediari». Qualora non si fosse in grado di comprendere i contenuti, bisognerebbe avvalersi di un consulente finanziario terzo che non “vive” di provvigioni, oppure in alternativa investire solamente in prodotti che si comprendono. Il prospetto di Olinda era chiaro sulla durata e sulla scadenza ma, purtroppo, troppo spesso i risparmiatori sono influenzati molto di più dalle parole dell’intermediario che dalla lettura del materiale previsto per legge.

Un altro errore ricorrente è credere alle promesse di rendimento del collocatore, spesso motivate per analogia da risultati passati. Purtroppo la remunerazione degli investimenti è incerta per definizione, se si escludono i Titoli di Stato di elevato standing, che peraltro attualmente offrono rendimenti sottozero. Occorre anche dire, infine, che troppo spesso questo fondo, come del resto altri, è stato proposto come alternativa all’investimento residenziale diretto, cosa ovviamente non vera. A fine giugno 2016 il fondo ha rimborsato gli ultimi 11,58 euro, consentendo agli investitori di completare questa contabilità piuttosto amara.

 

Leggi l’articolo completo

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.