Strumenti finanziari

Gli strumenti finanziari sono gli strumenti attraverso i quali viene assolta la funzione principale dei mercati finanziari, ovvero trasferire risorse finanziarie nel tempo da soggetti in surplus (risparmiatori) a soggetti in deficit (tipicamente imprese).

Azioni

Le azioni rappresentano la partecipazione al capitale di rischio di una società. Oltre ai diritti patrimoniali incorporano, eccetto alcuni casi, diritti di amministrazione della società. Gli azionisti sono i residual claimant in caso di liquidazione di una società, ovvero gli ultimi ad essere soddisfatti nella ripartizione dell’attivo dopo i creditori.

Nelle diverse legislazioni del mondo esistono numerose tipologie di azioni, in funzione dei diritti incorporati.

Le azioni ordinarie sono la categoria principe: incorporano sia diritti patrimoniali (partecipazione all’utile, dividendo etc.) sia di “voice” tramite il voto nell’assemblea degli azionisti.

Le azioni privilegiate vengono soddisfatte con priorità in sede di liquidazione della società attraverso la ripartizione degli utili ed il rimborso del capitale, a fronte di una rinuncia di alcuni diritti di voto. Le azioni privilegiate incorporano diritti che variano a seconda della legislazione. Ad esempio le preferred stocks possono avere degli attivi ben identificati in sede di liquidazione della società, un dividendo fisso o delle opzioni di callability a favore dell’emittente. Le preferred sono così uno strumento ibrido tra equity e debito. Sul piano internazionale è un mercato che necessità di particolari approfondimenti. Esistono anche degli ETF sulle preferred stocks globali od USA.

Le azioni di risparmio si trovano in Italia ed a fronte della rinuncia del diritto di voto prevedono un dividendo più elevato rispetto alle ordinarie.

Obbligazioni

Le obbligazioni rappresentano dei crediti per l’investitore, dei debiti per l’emittente. Nella loro forma più semplice sono dei titoli di credito dove l’emittente di obbliga a pagare alla scadenza l’importo preso a prestito dall’investitore, oltre ad un interesse che remunera il valore temporale del denaro (risk-free) e la rischiosità del prestito (spread di credito).

Esistono numerose strutture con infinite sfumature in ordine alla struttura delle obbligazioni: sinteticamente si tratta sempre di flussi di cassa nel tempo a determinati (o determinabili) tassi d’interesse. In ogni istante il valore di un obbligazione è dato dal valore attuale dei flussi di cassa attesi nel futuro.

In funzione dell’emittente i flussi di cassa attesi saranno più o meno rischiosi. Gli emittenti governativi sono considerati i più affidabili (non sempre!), mentre per gli emittenti societari (corporate) lo spartiacque è tra emittenti investment-grade e non investment-grade (i più rischiosi).

Il rendimento atteso sintetizza la rischiosità dell’emittente ed incorpora il premio al rischio rispetto agli emittenti ritenuti più affidabili, ovvero una extra-remunerazione rispetto ai tassi risk-free.

Dagli strumenti più semplici a tasso fisso esistono infinite complicazioni. I tassi possono essere variabili, indicizzati all’inflazione, indicizzati a qualunque variabile finanziaria (azioni, basket di azioni, materie prime, inflazione attesa, volatilità…tutto quello che l’ingegneria finanziaria può inventare!).

Le obbligazioni possono avere diverse seniority, ovvero diversi gradi di priorità in caso di fallimento e liquidazione dell’emittente. A maggiore seniority corrisponde maggiore priorità nella ripartizione dell’attivo in caso di fallimento. Un titolo junior ha una bassa priorità, si avvicina all’equity. I gradi di seniority sono diversi, vanno valutati a seconda della struttura finanziaria del singolo emittente ed al settore di appartenenza. Per le banche ad esempio la seniority è molto importante per calcolare il patrimonio di vigilanza.

Derivati

Futures, Opzioni e Swap sono dei contratti tra due parti, il cui valore deriva da quello dell’attività sottostante a cui sono legati.

I contratti derivati servono per coprire rischi o per assumere rischi speculando sulla dinamica attesa dell’attività sottostante.

I derivati possono essere scambiati in borsa, questo caso sono dei contratti con caratteristiche standard e sono previsti dei meccanismi a garanzia delle controparti, come la clearing house, oppure possono essere dei contratti OTC (over the conuter) stipulati direttamente tra due controparti. Non sono strumenti finanziari attraverso i quali le imprese si finanziano (come azioni ed obbligazioni), piuttosto vengono spesso utilizzati per coprire rischi.

ETF (Exchange Traded Funds)

Sono dei fondi d’investimento, scambiati sui principali mercati mondiali, che replicano passivamente un indice a costi molto contenuti e trasparenza, già elevata, e sempre maggiore.

Dai primi fondi nati nei primi anni ’90 negli Stati Uniti, dal 2005 al 2013 il numero di fondi, e le masse gestite, sono cresciuti esponenzialmente.

Gli ETF investono in un ventaglio oramai completo di asset class e spesso vengono creati indici ad-hoc per essere replicati da un ETF.

Gli ETF possono avere principalmente due strutture di replica di un indice, fisica o sintetica. Tramite la replica fisica il fondo detiene fisicamente i titoli compresi nell’indice, gli arbitraggi garantiscono la minimizzazione della tracking difference tra ETF ed indice.

Tramite la replica sintetica l’ETF detiene un basket di titoli “qualunque” ed entra in un contratto swap con una o più controparti, attraverso il quale scambia il rendimento dei titoli on portafoglio con il rendimento dell’indice desiderato.

Entrambe le metodologie di replica hanno vantaggi e svantaggi in ordine alla rischiosità dello strumento, in particolare il rischio di controparte. Negli ETF fisici solitamente i titoli vengono prestati, negli ETF sintetici i diversi emittenti hanno policy di gestione del rischio di controparte diverse. Bisogna sempre valutare la bontà di replica ed i rischi degli specifici strumenti/emittenti.

Gli ETF godono di una fiscalità penalizzante, gran parte del reddito è “reddito da capitale” (il delta NAV) quindi non compensabile con eventuali minusvalenze pregresse.

Nel scegliere un ETF è fondamentale scegliere prioritariamente l’indice. Il mercato globale degli ETF è oramai estremamente ampio e bisogna effettuare una due-diligence accurata sulla composizione dell’indice, oltre che sulla struttura di replica di ETF.

ETC  (Exchange Traded Commodities)

Sono delle passività di un emittente il cui valore è legato alla dinamica di specifiche materie prime. Gli ETF non possono investire in una singola attività, per limiti legati alla necessità di diversificare il portafoglio imposti dalla normativa.

Gli ETC sono scambiati in borsa come gli ETF. Possono avere diversi livelli di garanzie.

I più famosi sono quelli sui metalli preziosi, l’oro in particolare. Alcuni ETC hanno a garanzia dei sottostanti: quelli sull’oro spesso detengono oro fisico a garanzia.

Fondi comuni di investimento

I fondi comuni d’investimento rappresentano il primo strumento attraverso il quale investire denaro in un portafoglio diversificato di strumenti finanziari. I fondi comuni spesso seguono una “gestione attiva” sviluppata da un gestore, a seconda del mandato d’investimento, con l’obiettivo di ottenere performance aggiustate per il rischio migliori rispetto ad un benchmark.

Il loro patrimonio è segregato rispetto a quello della società di gestione. Investono in tutte le asset class. Possono essere aperti, ovvero ogni giorno è possibile entrare od uscire dal fondo d’investimento al NAV di riferimento, oppure chiusi, nel cui caso il fondo viene liquidato alla scadenza.

I fondi comuni stanno subendo la concorrenza degli ETF. Spesso i gestori non riescono a battere sistematicamente il mercato di riferimento, anche a causa dei costi di gestione dei fondi, solitamente elevati. Il mercato di riferimento è al contrario raggiungibile tramite un ETF a costi decisamente inferiori, motivo del successo degli ETF.

In alcune nicchie del mercato, come particolari segmenti del mercato obbligazionario, gestioni absolute return o private equity, la gestione attiva risulta premiante.

Hedge funds

Gli Hedge Funds sono dei fondi speculativi. Adottano diverse tecniche di gestione del patrimonio assumendo diversi rischi che i fondi comuni tradizionali non possono assumere. Ad esempio ricorrono alla leva finanziaria, attuano strategie di arbitraggio, long/short, macro ed altre.

I fondi hedge prevedono soglie d’ingresso elevate e spesso periodi di lock-up, ovvero dei periodi di tempo durante i quali non è possibile disinvestire, in modo tale da permettere l’assunzione di rischi più elevati o di investire in asset poco liquidi. L’obiettivo dei fondi hedge è di ottenere una remunerazione costante del capitale in ogni contesto di mercato. I risultati si basano sulla “bravura” del gestore. Spesso si investe in fondi di fondi hedge dove un c’è un’ulteriore filtro nella scelta dei fondi hedge più appropriati.

Fondi pensione

E’ lo strumento per realizzare la previdenza complementare in aggiunta a quella pubblica.

In Italia i fondi pensione sono ancora poco sviluppati. Oltre ai fondi negoziali esclusivi per specifiche categorie di lavoratori, sono stati introdotti fondi pensione aperti gestiti da intermediari finanziari come Società di Gestione del Risparmio.

Gli investimenti dei fondi pensione vengono così orientati ai mercati finanziari con l’obiettivo di integrare i contributi versati con il rendimento della gestione finanziaria. Oltre ai rischi di mercato il fondo pensione deve gestire il rischio previdenziale legato all’aleatorietà della durata della prestazione che il fondo deve garantire (in funzione della vita dell’assicurato). A tal scopo sono previsti dei limiti alle attività d’investimento di investimento dei fondi pensione.

Fondo Immobiliare

E’ un particolare fondo chiuso specializzato nell’investimento diretto in immobili, destinato sia ad investitori istituzionali che retail. I fondi hanno delle scadenze entro le quali devono terminare il ciclo di investimento previsto all’origine, lungo diversi anni. I fondi retail sono quotati in borsa.

SICAV

E’ una società d’investimento, acronimo di Società di Investimento a Capitale Variabile, assimilabile ad un fondo comune. Mentre in un fondo comune l’investitore è titolare di quote del fondo gestito da una SGR, nella SICAV l’investitore assume la qualifica di socio ed il capitale sociale della società coincide con il patrimonio amministrato. Nello Statuto le SICAV devono contenere come oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico delle proprie azioni. In Italia le SICAV possono essere costituite previa autorizzazione della Banca d’Italia.

Interest rate swap (IRS)

Sono strumenti finanziari derivati, caratterizzati dall’avere come attività sottostante tassi di interesse. Possono essere semplici (plain vanilla) oppure particolarmente complessi (esotici). Si tratta di un contratto in cui una parte si accorda con la controparte per corrispondere per un certo numero di anni e sulla base di un capitale di riferimento (nozionale) un tasso di interesse fisso e di ricevere interessi variabili sempre un periodo di riferimento e su nozionale anche differenti tra le diverse controparti. Abitualmente hanno finalità di “coprire” colui che ha sottoscritto un prestito dalle consuete oscillazioni e variazioni dei saggi di interesse di mercato.