Investire nel litio e nelle auto del futuro

Anticipare i trend del futuro può fornire notevoli soddisfazioni agli investitori. Non è da tutti, ovviamente, comprendere le potenzialità di una neonata Apple, Facebook o Google, o di scovare le future società che entreranno a far parte delle Fortune 500. Ma è possibile assumere esposizione su degli investimenti tematici che si pensa possano svolgere un ruolo di primo piano nel futuro, affidandosi a strumenti diversificati che permettono di non concentrare il rischio su un unico strumento. Una di queste possibilità è investire nel litio.

  • Il litio è il metallo più leggero e con il maggior potenziale elettrochimico. Ciò si traduce in importanti vantaggi nella produzione di batterie;
  • La crescente domanda di energie alternative, smartphone e, soprattutto, auto elettriche, comporterà una maggior richiesta di litio;
  • Lithium Price Index, +200% negli ultimi due anni. C’è il rischio di una bolla?
  • Come investire nel litio? Le soluzioni in ETF e fondi comuni;

 

Il ruolo del litio

Trasferisce calore, purifica l’aria, opera come additivo per i propellenti dei razzi militari e viene utilizzato in medicina per stabilizzare l’umore. Ma soprattutto è il componente chiave delle batterie agli ioni di litio, le batterie del futuro.

Un aspetto fondamentale per lo sviluppo delle energie alternative, quali quella solare e quella eolica, è infatti la capacità di immagazzinare l’energia in modo efficiente. Questa tipologia di energia richiede infatti che l’elettricità prodotta venga immagazzinata per poi essere utilizzata nel corso della giornata in modo non continuo.

Lo stesso vale per le automobili elettriche. Perché esse possano funzionare ad elettricità anziché a benzina è necessario che siano in grado di accumulare energia sufficiente ad alimentare i veicoli per centinaia di chilometri. Per soddisfare questi bisogni le batterie avanzate sono fatte di litio.

Tali batterie, infine, vengono utilizzate anche per gli smartphone. Si stima che, entro il 2020, il 70% della popolazione mondiale utilizzerà uno smartphone. La domanda per questo metallo, pertanto, appare destinata ad aumentare notevolmente.

 

Il potenziale per il futuro

Si prevede che i ricavi globali derivanti dalle vendite di batterie agli ioni di litio registreranno un tasso di crescita annuale composto del 43,1%. Raggiungendo i 36,5 miliardi di nel 2020.

Si pensa, inoltre, che le vendite di veicoli elettrici leggeri cresceranno da 2,7 milioni di unità nel 2014 a 6,4 milioni nel 2023. Un veicolo elettrico medio utilizza circa 5,000 volte più litio rispetto ad un telefono cellulare, mentre quelli di alto livello, come la Tesla Model S, possono consumare litio come 10,000 smartphone. La crescita del mercato delle automobili elettriche, pertanto, avrà un notevole impatto sulla domanda di litio.

Nel 2015 il consumo di litio derivante dalla produzione di automobili è stato 15,000 tonnellate e nel 2025 viene stimato a quota 136,000 tonnellate, per far fronte alla richiesta di una maggior energia pulita.

È interessante osservare come il litio rappresenti solo il 3% del costo complessivo di una batteria agli ioni di litio. Ciò significa che, data la sua limitata incidenza sul prezzo di una batteria, i prezzi delle batterie potrebbero aumentare al crescere dell’efficienza della produzione, mentre i prezzi del litio non ne risentirebbero negativamente. Ma anzi aumenterebbero grazie ad una maggiore domanda. Vi è quindi un’elasticità incrociata negativa della domanda tra il prezzo del litio e quelli delle batterie, che può risultare nell’aumento del suo uso e del suo costo grazie alla maggior diffusione delle batterie.

 

Crescita o bolla?

Il Lithium Price Index è cresciuto del 28% da inizio 2017, del 132% da inizio 2016 e del 207% da inizio 2015 (dati al 30/11/2017). Come per tutte le crescite repentine di un prodotto o di un settore, è inevitabile chiedersi se degli aumenti così sostanziosi siano giustificati o se siano il preludio allo scoppio della bolla.

Che vi sia una corsa all’innovazione nel mercato delle automobili è evidente. E non si tratta solo delle auto elettriche. Ma si vede anche nelle “sfide” tra Uber e taxi, auto con conducente o senza, Tesla e Wymo.

L’India ha dichiarato l’obiettivo di vendere unicamente auto elettriche o ibride entro il 2030, la Cina di raggiungere almeno il 20% delle auto vendute entro il 2025. Si tratta di Paesi con oltre 1 miliardo di abitanti ciascuno.

I trasporti saranno quindi il prossimo settore ad essere rivoluzionato, come successo in passato per pc, internet e telefoni cellulari? O succederà come per le azioni delle società che operavano con l’energia solare ed eolica?

 

Investire nel litio: gli strumenti

Ma come investire nel litio? A differenza di molte altre risorse naturali, come oro e petrolio, il litio non viene negoziato in borsa e non vi sono futures disponibili.

Una soluzione, quindi, potrebbe essere acquistare azioni delle società del settore. Sì, ma quali? Certo Tesla è molto conosciuta e tra i vari operatori del settore vi sono anche società come Samsung e Panasonic. Ma per la maggior parte si tratta di titoli di cui i risparmiatori retail non hanno mai sentito parlare. E, in generale, investire in singoli titoli è sempre piuttosto rischioso. Specialmente se si tratta di settori di difficile comprensione e molto rischiosi.

Per investire nel litio, quindi, è meglio affidarsi a prodotti diversificati, come fondi ed ETF. Attualmente vi sono principalmente due strumenti disponibili: un ETF ed un fondo attivo.

 

Il Global X Lithium e Battery Tech ETF

Il Global X Lithium e Battery Tech ETF (US37954Y8553), lanciato nel 2010, è domiciliato in USA e non è pertanto fiscalmente armonizzato. Investe in società attive in tutto il ciclo dello sfruttamento del litio, dall’estrazione, alla lavorazione, fino ad arrivare alla produzione di batterie. Replica l’indice Solactive Global Lithium e presenta un TER dello 0.75%.

In termini settoriali è esposto principalmente a materie prime (62.8%), beni discrezionali (13.5%), IT (12.4%) ed industria (11%). A livello geografico, invece, si evidenziano ponderazioni rilevanti per USA (37.2%), Cile (18.2%), Corea del Sud (13.3%), Australia (8.1%) e Giappone (7.85%).

In termini di titoli appare piuttosto concentrato. Oltre il 40% dell’indice è infatti costituito da Albemarle (18%) e FMC Corp (17%), società statunitensi del comparto chimico, e Sociedad Quimica y Minera (7%), società cilena, Paese nel quale viene trovato oltre metà del litio a livello globale. Ponderazioni rilevanti anche per LG Chem (5%), Samsung SDI (5%), Panasonic (5%) e Tesla (4%).

 

Symphonia Electric Vehicles Revolution

Il fondo Symphonia Electric Vehicles Revolution (LU090387545), invece, seleziona aziende che potranno beneficiare delle prossime tendenze nel settore automotive. Esso punta, in particolar modo, su settori legati a veicoli ibridi elettrici. Presenta spese annue del 2.34% e costi di sottoscrizione del 4%. È prevista, inoltre, la possibilità di incamerare commissioni di performance, sulla base dei risultati raggiunti nel corso di un anno solare.

A differenza dell’ETF non è esposto al ciclo del litio direttamente ma ne è necessariamente influenzato. Tra le posizioni più rilevanti, infatti, si trovano diversi titoli che sono presenti anche nell’ETF. È il caso di Samsung SDI (6%), LG Chem (5%) e Panasonic (4%). Ma si trovano anche diversi titoli che non sono presenti nell’indice di Solactive, quali Teijn (5%) e Sumitomo (5%), compagnie chimiche giapponesi, nonché le compagnie di telecomunicazioni Mobistar, Orange e Telecom Italia.

 

Le performance di borsa

Ma come sono andati questi strumenti in borsa?

Da settembre 2013, ovvero dal lancio del fondo di Symphonia, entrambi gli strumenti hanno offerto rendimenti complessivamente interessanti: il il Global X Lithium e Battery Tech è cresciuto del 77% total return , mentre il Symphonia Electric Vehicles Revolution del 56%.

Il confronto delle performance di borsa dei due prodotti per investire nel litio: Global X Lithium & Battery Tech ETF (in bianco) e Symphonia Electric Vehicles Revolution (in arancione).

Il confronto delle performance di borsa dei due prodotti per investire nel litio: Global X Lithium & Battery Tech ETF (in bianco) e Symphonia Electric Vehicles Revolution (in arancione).

Come si può osservare dall’immagine, la crescita eccezionale si è verificata a partire da inizio 2016. Dai minimi di febbraio i prodotti sono infatti cresciuti rispettivamente del 118% e del 70%.

In termini di rischio, il fondo Symphonia presenta una minor erraticità (14.8% vs. 20.7% a 3 anni) e ha sperimentato una perdita massima inferiore. È interessante osservare come R2, che indica la correlazione tra i due strumenti, sia pari a 0.62, su un minimo di -1 e un massimo di 1. Un valore non eccessivo, che indica sì una correlazione evidente ma non un’interscambiabilità degli strumenti.

È difficile indicare quale dei due prodotti sia “migliore”. Hanno obiettivi di investimento ed esposizioni differenti e, pertanto, la scelta va effettuata sulla base di ciò su cui si vuole puntare.

A prescindere dall’intenzione di investire sul litio o meno, rimane sempre valido il consiglio di acquistare un prodotto diversificato, sia ETF o fondo, anziché scommettere sui singoli titoli. E, soprattutto, di affidarsi ad un professionista del settore nella scelta degli investimenti. In particolar modo per quanto riguarda settori particolarmente rischiosi e volatili.

 

Investire nel litio: Symphonia Electric Vehicles Revolution vs. Global X Lithium e Battery Tech ETF

 

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.