JPMorgan Global Income Fund, le commissioni di entrata azzerano i guadagni

JPMorgan Global Income è un fondo bilanciato che raccoglie oltre 24 miliardi di Euro. La classe D, sottoscrivibile dai risparmiatori italiani, quasi 5 miliardi. Nonostante l’ampio margine di gestione, il fondo non riesce ad offrire un rendimento soddisfacente agli investitori, anzi…

  • JPMorgan income Fund raccoglie quasi 5 miliardi di Euro con la classe retail;
  • Le performance, tuttavia, sono piuttosto deludenti e non giustificano una racconta così ampia;
  • Le commissioni di ingresso, molto consistenti, possono inficiare ulteriormente i risultati dell’investimento:
  • L’importanza della scelta tra la versione a capitalizzazione e quella a distribuzione dei proventi;

JPMorgan Global Income viene classificato da Morningstar nella categoria Bilanciati Moderati EUR – Globali. I sottoscrittori italiani possono scegliere tra la versione ad accumulazione (LU0740858492) e quella a distribuzione dei proventi (LU0404220724). Esse raccolgono, rispettivamente, 1 e 3.8 miliardi di Euro. Eppure i rendimenti sono inferiori a quelli di una strategia in ETF….

 

JPMorgan Global Income Fund, la strategia di investimento

Il fondo di JPMorgan ha l’obiettivo di conseguire un reddito regolare, senza particolari vincoli di investimento. Esso dichiara un benchmark composto dai seguenti indici:

  • 40% Bloomberg Barclays US High Yield 2% Issuer Cap Hedged to EUR;
  • 35% MSCI World Hedged to EUR;
  • 25% Bloomberg Barclays Global Credit Hedged to EUR.

Il fondo, quindi, può investire indicativamente 40% in titoli rischiosi e il 35% nel mercato azionario globale. È presente, inoltre, la copertura sulle oscillazioni delle diverse valute rispetto all’Euro.

Il benchmark della categoria di Morningstar, invece, è costituito al 50% dal MSCI World e al 50% dal Bloomberg Barclays Euro Aggregate Bond. Nel benchmark, quindi, non sono presenti le obbligazioni speculative. L’esposizione al mercato azionario, però, è più elevata e senza la copertura sul tasso di cambio.

 

Il confronto con il benchmark

Come detto, il benchmark di categoria non rappresenta perfettamente l’universo investibile del fondo JPMorgan Global Income. Nonostante questo, il fondo presenta un indicatore di correlazione pari a 0,71 su un massimo di 1.

La nostra metodologia di analisi permette di confrontare strumenti con profili di rischio differenti. La colonna RAP, infatti, indica il rendimento del fondo qualora avesse sperimentato lo stesso livello di rischio del benchmark.

Il confronto tra i rendimenti delle due versioni del fondo JPMorgan Global Income Fund e la strategia in ETF.

Il confronto tra i rendimenti delle due versioni del fondo JPMorgan Global Income Fund e la strategia in ETF.

Un investimento di 10,000€ effettuato tre anni fa avrebbe restituito un montante netto di 10,674€ se impiegato nella strategia in ETF. 10,182€ o 10,448€ nel fondo di JPMorgan, a seconda della politica di distribuzione dei dividendi scelta.

Anche le performance corrette per il rischio appaiono deludenti.

È interessante osservare poi come, pur mostrando una minor erraticità, il fondo abbia sostenuto delle perdite massime superiori rispetto alla strategia in ETF.

E questo senza considerare le commissioni di ingresso…

 

La suddivisione dei guadagni

JPMorgan Global Income, infatti, prevede una commissione di ingresso del 5% max. Ovvero 500€ ogni 10,000€ investiti. Che vengono prelevati dalla SGR, facendo diventare quindi 9,500€ il capitale realmente disponibile all’inizio dell’investimento.

È opportuno segnalare come le commissioni di ingresso possano essere oggetto di trattativa con il proprio promotore, sulla base del potere contrattuale di cui si dispone.

Considerando anche queste commissioni, un investimento nel fondo JPMorgan avrebbe fatto perdere soldi ad un risparmiatore. Nonostante la variazione positiva del comparto.

Chi ci guadagna? Confronto tra le due versioni del fondo JPMorgan Global Income Fund e la strategia in ETF.

Chi ci guadagna? Confronto tra i guadagni della SGR e dell’investitore per le due versioni del fondo JPMorgan Global Income Fund e la strategia in ETF.

A fronte di una variazione positiva tra 182€ e 448€ dell’investimento, il risparmiatore ne avrebbe persi da 327€ a 74€. La SGR, invece, ne avrebbe incamerati quasi 1,000€. Una sproporzione davvero esagerata tra chi rischia il proprio capitale e chi lo gestisce.

Gli emittenti degli ETF selezionati nella strategia, invece, ne avrebbero incassati 59€. L’investitore quasi 650€.

 

Non sottovalutare le commissioni…

JPMorgan Global Income Fund evidenzia l’influenza delle commissioni di ingresso sugli esiti reali dell’investimento.

Il fondo, infatti, non presenta delle spese correnti eccessive rispetto alla media di categoria (1.77%). Sono sicuramente superiori ai costi sostenuti per costruire il portafoglio di ETF, ma vi sono fondi molto più onerosi. Nonostante questo, il 5% di commissioni di ingresso risulta davvero eccessivo e pregiudica il risultato finale.

Non è sufficiente, pertanto, confrontare solamente la variazione del fondo con quella di un’alternativa di investimento per valutarne l’efficacia. È necessario tenere in considerazione tutti i costi realmente sostenuti.

Lo stesso, ovviamente, vale per gli ETF. Le commissioni di intermediazione possono gravare notevolmente su un investimento di entità contenuta. È bene, pertanto, optare per intermediari, soprattutto online, che permettono di minimizzare i costi.

 

..e l’impatto dei dividendi

La differenza di performance tra la versione a distribuzione dei proventi e quella a capitalizzazione è davvero consistente.

Ricevere un flusso di denaro periodico, magari per integrare il reddito da lavoro, può risultare intrigante per un investitore. Così facendo, però, su un dividend yield annuo del 5% come quello del fondo di JPMorgan, oltre l’1% del capitale viene perso sotto forma di tassazione.

C’è un altro punto da non sottovalutare. Se il fondo a capitalizzazione ha fatto registrare un aumento inferiore al 5% in 3 anni, cosa sta distribuendo precisamente? Non sono i redditi “creati” nel periodo dato che, appunto, l’aumento triennale è stato inferiore a quanto distribuito in un anno Che stia distribuendo una parte del capitale, causando quindi un prelievo fiscale sul capitale investito e non sulle plusvalenze generate?

Con la versione a capitalizzazione non si evita il pagamento delle imposte, ovviamente. Ma si rimanda al momento della vendita finale. Così facendo i flussi che altrimenti verrebbero corrisposti come dividendi rimangono all’interno del fondo, a produrre, si spera, ulteriore reddito.

Le preferenze sono soggettive ma, a meno di una necessità specifica di flussi periodici, è solitamente più efficiente optare per versioni di prodotti a capitalizzazione dei proventi.

 

La nostra analisi:

JPMorgan Global Income Fund (acc) vs. Strategia in ETF

JPMorgan Global Income Fund (dis) vs. Strategia in ETF

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.