La consulenza indipendente e la selezione dei fondi comuni.

Il convegno è stato organizzato da Ascosim sull’approccio nella selezione dei fondi comuni di investimento da parte dei consulenti indipendenti.

I consulenti finanziari indipendenti si pongono l’obiettivo di sviluppare soluzioni di investimento utilizzando solamente strumenti efficienti ed adeguati per i singoli investitori.

Questo non significa non utilizzare i fondi di investimento ma inserirli nei portafogli, se e solamente se, almeno nel passato sono riusciti a spuntare dei rendimenti superiori agli ETF a parità di rischio registrato.

C’è un aspetto da valutare nella selezione dei fondi. Le spese correnti delle classi sottoscrivibili dai nostri clienti comprendono una quota importante di costi che costituisce la remunerazione delle banche e del loro personale commerciale (ex promotori finanziari).

La disponibilità di fondi depurata da questi oneri è piuttosto contenuta e non accessibile per tutti. Vi sono quelli quotati in Borsaitaliana che sono tendenzialmente proposti da case di gestione minori, ad eccezion fatta per AcomeA.

Peraltro questo player consente di sottoscrivere i fondi a commissioni ragionevoli direttamente dal loro sito, agevolando i risparmiatori che non desiderano avvalersi della consulenza così come accade per chi è seguito dai consulenti finanziari indipendenti che si fanno remunerare direttamente dai clienti.

Guarda l’intervento sulla selezione dei fondi di investimento

La tavola rotonda espone in modo interessante visioni differenti seppur controcorrente rispetto ai messaggi provenienti sistematicamente dal canale bancario.

Nel mio intervento ho ribadito l’importanza di contenere e motivare gli oneri addebitati ai risparmiatori all’interno del processo di investimento.

In chiave prospettica la struttura dei costi è l’unica certezza che possiede il risparmiatore poiché i rendimenti sono incerti per loro natura.

Limitare il fai da te

Ciononostante è importante essere assistiti da professionisti obbligatoriamente da remunerare sia che siano gestori di fondi, consulenti od intermediari.

Questi compensi devono però essere sensati e sostenibili nel tempo soprattutto se si considera il livello irrisorio dei rendimenti del mercato obbligazionario.

Bisogna perciò evitare che a guadagnare siano più i “finanziari” rispetto ai risparmiatori che rischiano i propri patrimoni.

Noi di Norisk pensiamo che sia difficile raggiungere obiettivi di rendimenti accettabili, dato un certo profilo di rischio, se il risparmiatore deve corrispondere, attraverso le commissioni insite nei fondi e nelle polizze finanziarie, oltre 2000€ ogni 100mila€ investiti.

Il punto di forza della consulenza finanziaria indipendente non è tanto quello di contenere i costi connessi agli investimenti ma soprattutto quella di azzerare i conflitti di interesse attualmente esistenti tra chi “produce” strumenti finanziari e chi li consiglia alla propria clientela e conseguentemente aumentare la redditività del patrimonio dei risparmiatori.

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.