L’allergia di Raiffeisen a quotare i bond

Il sistema delle banche cooperative è stato oggetto di riforma negli ultimi mesi, in quanto diversi istituti avevano offerto pessime performance, sia dal punto di vista economico che della governance. Il sistema cooperativo dell’Alto Adige è riuscito a farsi derogare parte delle riforme, evitando quindi di aggregarsi a livello nazionale. È stata una battaglia tutta politica. Per Plus24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo analizzato un titolo in collocamento di Raiffeisen, “Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige Step-Up 30 giugno 2021” (IT0005188740).

La Cassa Centrale dell’Alto Adige Raiffeisen è un istituto di piccole dimensioni, che ha crediti verso clienti per 1,4 miliardi di euro e un patrimonio netto di appena 322 milioni di euro. La situazione dei crediti in sofferenza è rosea rispetto al panorama italiano, dato che il rapporto con il totale degli impieghi è dell’1,4%, rispetto al 4,9% del sistema bancario nel suo complesso (dati a fine 2015). L’istituto, quindi, ha un rating da investment grade e non speculativo.

La banca sudtirolese sta proponendo un bond di tipo “step up”, di durata quinquennale, che riconosce cedole crescenti a partire dallo 0,5% del primo anno per arrivare all’1,6% dell’ultimo anno. La dimensione dell’emissione è davvero minima (2 milioni) e contemporaneamente l’istituto sta collocando anche un titolo quasi gemello di un ammontare analogo (IT0005188583). Nessuna obbligazione di questo emittente è quotata su un mercato organizzato e anche queste in collocamento saranno caratterizzate dall’assenza di liquidità. Il rendimento annuo lordo prospettato (0,99%) è adeguato, considerando la situazione di mercato e il livello di rischio dell’emittente? È probabilmente congruo, in quanto alcuni istituti che offrono yields più elevati presentano anche incertezze maggiori. I limiti di investire in obbligazioni così sottili di un istituto dimensionalmente molto contenuto sono innegabili.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.