Fondi Obbligazionari Diversificati EUR, la categoria può trarre in inganno

Quando si sceglie un fondo non è sufficiente optare per quello che è stato segnalato come il migliore di una certa categoria. I gestori, al contrario degli ETF, possono optare per scelte d’investimento “distanti” dal benchmark adottato, seppur allineate alla più generale politica d’investimento. Questo è particolarmente evidente all’interno della categoria Obbligazionari Diversificati EUR, che abbiamo analizzato per Plus24, settimanale de Il Sole24Ore, nella consueta rubrica mensile.
Tale categoria ha come benchmark l’indice BarCap Euro Aggregate Bond, replicato da due ETF, l’iShares Euro Aggregate Bond UCITS ETF (ISIN IE00B3DKXQ41) e lo SPDR Barclays Euro Aggregate Bond UCITS ETF (IE00B41RYL63).

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Ad esempio il fondo Pimco Euro Bond Fund E Acc EUR (IE00B11XYY66) al 30 giugno scorso era esposto a titoli high yield (come Carige e Mps), in valute diverse dall’euro e oltre l’11% del patrimonio investito in Mbs (Mortgage Backed Securities), discostandosi quindi sensibilmente dal benchmark dichiarato (Citi EuroBIG Eur) costituito da titoli del reddito fisso emessi in euro. Forse sarebbe stato il caso di dichiarare un benchmark più coerente con la reale politica d’investimento: per esempio il Barcap Global Aggregate che include anche gli Mbs e titoli emessi non solo in euro. Di questo indice c’è anche la versione hedge, nel caso il gestore copre sistematicamente l’esposizione in valuta.

Inoltre gli investitori, per scegliere un fondo, non dovrebbero fare troppo affidamento sulla categoria di appartenenza. Bluebay ha due fondi in questa categoria che si piazzano ai due estremi: il migliore, BlueBay Investment Grade Euro Aggregate Bond Fund R – EUR (LU0549543014), ha un benchmark uguale a quello di categoria (Barcap Euro Aggregate Bond), anche se nella politica d’investimento il gestore dichiara che può esporsi fino al 15% in titoli high yield non compresi nell’indice sopracitato. Il peggiore, BlueBay Investment Grade Libor Fund R – EUR (LU0356219625), pur dichiarando un benchmark monetario, si può esporre anch’esso in high yield, finanche in azioni (10%) e bond convertibili (25%).

È quindi importante analizzare l’intera reportistica del fondo, ovvero il prospetto e l’ultimo rendiconto che fotografa, almeno ad una certa data, i singoli titoli su cui investe. Ci sono poi fondi che all’interno del benchmark dichiarato restringono l’operatività a bond con rating più elevato (>A): ad esempio Morgan Stanley EuroBond Fund B (LU0073254871), che nell’ultimo rendiconto evidenzia però investimenti in emissioni high yield. Dall’analisi del prospetto emerge anche che il fondo può investire il 20% in Cocos (convertibili contingenti).

Tra gli strumenti migliori emerge anche il fondo di una picola Sgr: Pharus Efficiency Growth Euro Global Bond (LU0622616760). La preferenza per i player minori non ripaga però sempre con i risultati: Advantage Income B (LU0080743130) e BL Bond Euro A (LU0093570686) hanno masse gestite minimali e hanno registrato performance molto negative, con il primo fondo che ha addebitato spese correnti per circa il 6% nell’ultimo anno.

Nel complesso tra i fondi che hanno ottenuto performance risk-adjusted migliori dell’Etf, emergono in positivo soltanto 36 strumenti su 198 analizzati; applicando la metodologia Rap, ovvero valutando i rendimenti dei fondi corretti per lo stesso livello di rischio del benchmark, solo 29 fondi hanno ottenuto una performance superiore risk/adjusted. Infine, dall’analisi dell’indicatore di persistenza emerge che solo 24 strumenti (12%) hanno superato appieno l’esame.

 

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Obbligazionari Diversificati EUR – I fondi migliori:

LU0549543014 BlueBay Invmt Grd Euro AggtBd R EUR
LU0622616760 Efficiency Growth Euro Global Bond P
LU0050372472 BlackRock Euro Bond A2
LU0251659180 AXA WF Euro 7-10 A-C EUR
LU0066341099 Invesco Euro Bond A Acc

 

I fondi peggiori:

IT0004366719 UBI Pramerica Active Duration
LU0553726679 Fonditalia Euro Yield Plus S
LU0093570686 BL-Bond Euro A
LU0080743130 Advantage Income B
LU0356219625 BlueBay Investment Grd Libor R EUR

 

 

Quando l’overperformance svanisce

Il fondo Il fondo Pioneer Aggregate Bond (LU0313645664), 4.4mld€ di AuM, ha ottenuto dal 2010 al 2013 rendimenti superiori all’ETF comparabile, +2% complessivo. Negli ultimi 3 anni, però, il gestore ha perso il “tocco magico” e ha sottoperformato l’ETF del 3.3%. Nell’ultimo triennio il fondo di Pioneer avrebbe ottenuto 1138€, mentre l’ETF 1153€ (su 1000€ investiti ad inizio periodo, risk/adjusted). Segnaliamo come l’onerosità del fondo sia inferiore alla media di categoria.

LU0313645664 - Pioneer Aggregate Bond

 

Rischi ma anche performance diverse

Il fondo BancoPosta Obbligazionario Euro Medio-Lungo Termine (IT0003110886) segue un benchmark (75% ML Euro Broad Market, 25% ML Italy Treasury Bill) diverso rispetto a quello di categoria e all’indice utilizzato dall’ETF, risultando meno erratico anche se sovraesposto sulle emissioni italiane. Tuttavia utilizzando la metodologia, pur conto della minore rischiosità del fondo, quest’ultimo sottoperforma abbondantemente  l’ETF: 1000€ investiti 3 anni fa sarebbero divenuti 1109€ con il fondo e 1153€ con l’ETF.

it0003110886

 

È solo una questione di costi

Il fondo Parvest Bond Euro Classic (LU0075938133), 1.5mld€ di patrimonio in gestione, negli ultimi 3 anni ha evidenziato una dinamica molto simile a quella dell’ETF (r2=0,8) e le differenze nei rendimenti sono, per buona parte, riconducibili al differenziale di costi (1,12% il fondo, 0,17% l’ETF). Non si tratta di un “closet fund” ma è evidente come le contenute scelte attive di breve raggio siano risultate persino controproducenti.

LU0075938133

 

Se il fondo fa altro

A volte il benchmark dichiarato dal gestore non è la traduzione di quanto poi indica nella politica di investimento seguita dal fondo. FondItalia Euro Yield Plus (LU0553726679), per esempio, da prospetto può investire in bond high yield fino al 10% del patrimonio e può esporsi anche in divise diverse dall’Euro. Tuttavia il benchmark dichiarato è un indice del mercato monetario (MTS “ex Banca d’Italia” BOT). Nella realtà il gestore si è esposto in bond governativi croati, indonesiani, cinesi e turchi e i risultati sono stati molto deludenti.

lu0553726679

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.