Obbligazione BPM favorita dalla fusione

La Banca Popolare di Milano è al centro del processo di aggregazione bancaria, che dovrebbe vederla accasata con il Banco Popolare. Se la prima banca presenta una situazione abbastanza rassicurante, alla seconda la Bce ha imposto un aumento di capitale da un miliardo di euro per dare il via libera alla fusione. Chi detiene oggi una obbligazione BPM sarà esposto, in chiave prospettica, alla nuova entità post-fusione e sicuramente l’aumento di capitale del “Banco” sarà per loro positivo, in quanto rafforzerà questo istituto prima dell’aggregazione, riducendo, a parità di condizioni, il rischio. Per Plus24, settimanale de Il Sole24Ore, abbiamo analizzato un titolo in collocamento dell’istituto meneghino.

La Bpm sta offrendo in collocamento un bond (IT0005175374) con durata 5 anni di tipo “step up”, ovvero che prevede il pagamento di cedole annuali crescenti. Per l’entità dei coupons si parte per il primo anno dall’1%, per il successivo biennio l’1,5% e, infine, il 2%. Il bond è pure richiamabile dall’emittente a 100 e quindi, qualora il prezzo del titolo dovesse spingersi oltre la pari, aumenterebbe la probabilità di vederlo richiamato. Di conseguenza, il rendimento annuo a scadenza sarebbe pari all’1,59%, che potrebbe divenire l’1,25% qualora fosse rimborsato anticipatamente.

Il bond non verrà quotato e la disponibilità di obbligazioni quotate “retail” di questo emittente è piuttosto contenuta. C’è un bond per istituzionali, con scadenza 2019, che prospetta un rendimento annuo a scadenza dell’1,4%, mostrando uno spread rispetto alla curva tedesca dell’1,9%. Il bond in collocamento, invece, riconosce circa l’1,38%, ma con una durata finanziaria superiore, se si considera il rimborso a scadenza. Il prospetto dichiara che le commissioni implicite sono dell’8,23%, incredibilmente superiori a quelle effettive, palesando quindi un errore nel documento, stavolta meno penalizzante per l’investitore.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.