Obbligazione Credit Suisse, per puntare sul Dollaro

I risparmiatori sono ormai ben a conoscenza dei mali che attanagliano anche le banche estere. Per esempio Credit Suisse, il blasonato brand elvetico, sta attraversando una fase difficile che, pur non minacciando la sua futura esistenza, ha messo in ginocchio il suo business. Abbiamo analizzato per Plus24, settimanale de Il Sole24Ore, una obbligazione Credit Suisse, a tasso misto e scadenza 2022, in Dollari statunitensi.

Le difficoltà della banca svizzera si possono desumere dalla quotazione del titolo azionario, che è passata da scambiare a 90 franchi svizzeri nel 2007 ai correnti 11,5 Chf, mentre il reddito netto annuo è passato dai quasi 10,9 miliardi di Chf alla perdita di 2,9 miliardi di Chf del 2015; anche nel triennio precedente, tuttavia, la banca aveva registrato profitti medi attorno ai 2 miliardi di Chf. Un serio ridimensionamento nei risultati gestionali e, quindi, in Borsa.

L’istituto elvetico sta collocando, tramite la rete di UniCredit, un bond a tasso misto in dollari Usa con scadenza pari a 6 anni (XS1396647106, “Obbligazione Credit Suisse USD Fix-to-floater Aug 2022”. Nei primi 2 anni offre ogni trimestre cedole davvero ghiotte (2,7% su base annua), per poi riconoscere il Libor a 3 mesi in dollari maggiorato dello 0,3%, prevedendo una cedola massima (cap) del 4%. Come spesso accade, la generosità con le cedole fisse iniziali va a sacrificare il margine di incremento del parametro variabile, che per Credit Suisse dovrebbe essere superiore all’1%.

Se si considera la struttura attuale dei tassi di interesse forward, lo yield annuo del bond dovrebbe superare il 2%. Occorre però considerare come l’opzione a reddito fisso del medesimo emittente (XS1093246806) su una scadenza simile consenta di ottenere circa il 3% annuo, con lo strumento in questione quotato sull’EuroTlx. I risparmiatori devono comunque considerare che, sottoscrivendo questo strumento, si espongono al rischio valutario, potenzialmente rilevante in quanto negli ultimi 3 anni il Dollaro si è apprezzato di quasi il 17% rispetto all’Euro.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.