Obbligazione Credito Valtellinese con buon tasso fisso

Il Credito Valtellinese è prossimo all’attesa conversione in società per azioni, archiviando il suo passato da istituto cooperativo. Ultimamente la banca ha proceduto a dismettere un portafoglio di crediti non performing, con l’obiettivo di ridurre lo stock di crediti deteriorati che costituiscono il 17,9% del totale. Abbiamo analizzato una obbligazione Credito Valtellinese in collocamento, durata triennale e tasso fisso interessante.

La situazione dell’attivo è collocata in una posizione intermedia tra gli istituti in difficoltà (Mps, Bpvi, Carige e Veneto Banca) e quelle di elevato standing (Intesa e Credem). CreVal presenta una posizione di capitale positiva (Cet1 13.4%) e nel primo trimestre 2016 ha registrato una contrazione dei bad loans. In ogni caso, la banca è considerata come un’emittente speculativo da Moody’s e da Fitch.

CreVal sta collocando un bond a tasso fisso (IT0005217416), di durata triennale, che offre l’1,5% lordo annuo. Le cedole, pagate semestralmente, corrispondono a un rendimento netto dell’1.113% annuo. Il valore nominale del titolo è pari a 10mila euro, più elevato degli usuali mille euro.

Il titolo verrà quotato sull’Hi-Mtf e il prezzo di emissione include costi per lo 0,982%, mentre non vengono dichiarate commissioni di collocamento e/o sottoscrizione. Il rendimento offerto non è affatto disprezzabile nel contesto attuale ma bisogna considerare anche il rating speculativo dell’emittente.

Da sottolineare, inoltre, come da prospetto emerga che CreVal sia stato sottoposto da parte di Banca d’Italia ad accertamenti ispettivi, di cui non sono ancora noti gli esiti. L’obbligazione non è a basso rischio ma comunque offre una remunerazione quasi doppia rispetto a quanto ottenibile con emittenti più rassicuranti (es. Banca IMI 0,9%) e una frazione da quanto prospettato da un bond di Mps.

 

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Obbligazione Credito Valtellinese – I punti di forza:
  • L’obbligazione offre una remunerazione prossima a quella dei titoli del medesimo emittente quotati al Hi-MTF
  • Il cambio di statuto indurrà il management a gestire l’istituto in modo più efficiente ed attento alle istanze dei soci
  • L’istituto presenta un livello di patrimonializzazione ben superiore a quanto richiesto dalla BCE

 

I punti di debolezza:
  • L’emittente è considerato speculativo dalle agenzie di rating e la qualità dell’attivo ha sofferto la crisi economica
  • L’istituto ha un focus operativo esclusivo in Italia e quindi esposto alle difficoltà persistenti e non solo di natura finanziaria
  • Lo stock di crediti deteriorati netti sul totale non è contenuto e maggiore di quelli di sistema

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.