Obbligazione Mediobanca, opportunità e rischi

L’azione della Bce ha innalzato il numero dei bond che stanno offrendo rendimenti prossimi oppure inferiori allo zero. I risparmiatori sono spinti, quindi, verso attività rischiose (azioni, ma anche obbligazioni) che non offrono la garanzia di rivedere il capitale investito. Tra queste occorre comprendere le emissioni in valuta estera. In particolare le emissioni in dollari prospettano in questa fase rendimenti accettabili, denominati in una divisa ritenuta più forte dell’euro. Abbiamo analizzato l’obbligazione Mediobanca 2016-2022 USD Tasso Fisso Step Up.

La scelta di optare per un’obbligazione in Dollari risiede nella convinzione che la Banca centrale americana riprenda ad aumentare i saggi di interesse. Mediobanca sta collocando attraverso la rete commerciale di UniCredit un bond (ISIN IT0005212300) di durata 6 anni, denominato in dollari Usa, a tasso fisso, che offre cedole annuali crescenti, a partire dal 2% per arrivare fino al 2,5% corrisposto l’ultimo anno.

Il rendimento annuo lordo prospettato è pari al 2,21%, non particolarmente appetibile visto che sul mercato secondario vi è un titolo del medesimo emittente (IT0005104572) che riconosce il 2,87% ed è acquistabile sotto la pari. Tra i titoli bancari quotati denominati in dollari Usa vi sono altri strumenti più allettanti come, ad esempio, quello emesso da Banca Imi.

I risparmiatori devono però chiedersi se il rendimento prospettato sia sufficiente per remunerare il rischio valutario: nel mercato secondario, ad esempio, c’è un bond di Mediobanca in euro che riconosce l’1,53% (IT0004981871). E se ci sono indubbiamente validi motivi per investire in bond in dollari, il risparmiatore non deve però guardare solo l’entità del rendimento, ma deve anche effettuare delle assunzioni sulla direzione del tasso di cambio.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.