Obbligazione MPS, meglio comprarla sul secondario

Il progetto “bad bank” rimane al centro dell’interesse degli investitori, in particolare di quelli che seguono gli istituti bancari più deboli dal punto di vista patrimoniale. Si aspetta che la BCE vada ad individuare un target individuale per ogni banca del Cet1 (Common equity tier 1) e MPS potrebbe decisamente beneficiare dal via libera da parte della commissione UE. Per Plus24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo analizzato l’obbligazione MPS 2015/2018 Tasso misto (IT0005142580), evidenziandone punti di forza e di debolezza.

Monte dei Paschi presenta attualmente dei ratio patrimoniali non disprezzabili e nei primi 9 mesi del 2015 sia tornata in attivo, anche grazie alla chiusura anticipata del derivato Alexandria stipulato con Nomura. Per quanto concerne il risiko bancario, l’istituto ha una dimensione troppo elevata per pensare ad un matrimonio domestico e quindi il contendente dovrebbe arrivare da oltre il confine.

La banca sta proponendo in collocamento un’obbligazione (IT0005142580), con scadenza dicembre 2018, che offre il primo anno cedole semestrali fisse al 3% e successivamente coupon a tasso variabile indicizzate all’Euribor a 6 mesi maggiorato dello 0.85%. Il tasso variabile è recentemente sprofondato sotto lo zero e l’analisi della curva forward evidenzia come questo fenomeno sia destinato a durare per altri 2 anni.

Il rendimento annuo atteso è pari a 1,49% non propriamente esaltante per un emittente considerato ad elevato rischio dalle agenzie di rating. Le alternative sul mercato secondario di durata simile sembrano interessanti: un emissione variabile (IT0005039299) offre uno spread rispetto alla curva del 2,2% ed una fissa (IT0005120743) attorno al 2,5% e quindi entrambi con rendimenti attesi superiori al 2%.

La banca senese sostiene nel prospetto che non vi siano commissioni di collocamento implicite, nonostante queste differenze di remunerazione rispetto al quotato.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.