Obbligazione UBI per chi non vuole rischiare troppo

Ubi Banca è tornata a proporre obbligazioni in grande stile. Recentemente, per gli investitori istituzionali, ha proposto un bond con scadenza 5 anni, spuntando uno spread competitivo rispetto alla curva dei tassi (0,62%). Inferiore rispetto a quanto offerto dal BTp.  Due settimane prima aveva collocato con successo anche un covered bond. Ai clienti retail l’istituto sta proponendo un bond a tasso fisso, di durata biennale, che offre cedole semestrali pari allo 0,4% annuo. Per Plus 24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo analizzato la obbligazione UBI Tasso Fisso 0.4% 04.12.2017-19 (IT0005291114).

I risparmiatori non proveranno alcuna ebbrezza quando incasseranno questa remunerazione. Eppure questa è la situazione di mercato e i rendimenti sono tornati ad essere miserrimi. Soprattutto sugli emittenti con una discreta qualità dell’attivo. Nel caso di UBI la situazione appare incoraggiante e più vicina ai migliori istituti (Credem e IntesaSanpaolo) che a quelli in difficoltà.

Il bond proposto dovrebbe non avere commissioni implicite ed è prevista la novita della quotazione sull’EuroTlx. In passato UBI evitava questa importante opzione.

I risparmiatori più avvezzi al rischio possono ottenere rendimenti più elevati comprando sul secondario. Ad esempio vi è un bond simile del CreVal, istituto che sta attraversando una fase difficile seppur non drammatica, che riconosce un rendimento superiore (1,4%), oppure uno di Mps (1,64%). Si tratta di due emittenti high yield ma è possibile che le emissioni “senior” continueranno a godere anche in futuro di un trattamento di favore nel caso di un’eventuale risoluzione bancaria.

Occorre però chiedersi se per spuntare pochi spiccioli in più valga la pena rischiare sui bond. Oppure considerare il mercato azionario, che almeno riconosce un profilo di rendimento simmetrico.

 

Obbligazione UBI – I punti di forza:
  • L’obbligazione proposta presenta un pricing competitivo rispetto alle alternative disponibili;
  • UBI è ancora considerato uno dei gruppi bancari italiani più robusti, sia dal punto di vista patrimoniale che per quanto riguarda la qualità degli attivi;
  • L’obbligazione ha una durata biennale, quindi contenuta, ed è poco esposta ad eventuali aumenti dei tassi di interesse e degli spread;
I punti di debolezza:
  • La remunerazione netta offerta dal titolo consente di recuperare l’imposta di bollo sul deposito titoli. Non molto di più;
  • L’obbligazione avrà un nozionale massimo di 50 milioni di €, non elevato quindi. Conseguentemente potrebbe evidenziare una liquidità contenuta;
  • È opportuno segnalare come Moody’s a novembre 2016 abbia ridotto il rating della banca a Baa3, dopo averlo innalzato nel 2015;

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.