I Paesi Emergenti dopo Trump

Il cataclisma non c’è stato. Ma la parola d’ordine ora più che mai è selettività. Alla vigilia del voto, gli analisti avevano preventivato un effetto molto negativo per i Paesi Emergenti dopo Trump e le sue politiche di revisione degli accordi commerciali, oltre che per la prospettiva di un aumento dei tassi. Servirà ancora tempo per capire quali saranno le azioni concrete messe in campo ma intanto il mercato ha dato il suo responso: l’area latino-americana appare quella più sofferente mentre l’Asia potrebbe trarre i maggiori vantaggi con Russia (per la distensione) e Cina (minori ingerenze). Sotto pressione il Messico per i timori di revisione degli accordi commerciali e migratori.

Nella seduta del 9 novembre, quella del post-voto, la reattività degli asset dei Paesi Emergenti è stata piuttosto variegata e indubbiamente occorre separare la variazione dei titoli (bond e azioni) da quella delle valute sottostanti. Le divise del Sud America sono apparse le più deboli con l’esempio più eclatante del peso messicano (-7%) rispetto all’euro.

Qualora la politica di Trump dovesse implementare quanto promesso in campagna elettorale vi sarebbe una pronunciata riduzione degli scambi commerciali con l’area continentale.

Nell’area asiatica si è registrata una forte debolezza del won coreano (-3,7%), mentre il rublo si è leggermente apprezzato (+0,8%). La Corea del Sud, infatti, tra i paesi asiatici, potrebbe essere uno dei più penalizzati dalla revisione degli accordi commerciali.

La parte obbligazionaria ha subìto generalmente un calo a causa dell’aumento dei tassi di interesse, mentre l’aumento dello spread rispetto ai treasuries è stato variegato e alcuni hanno registrato un miglioramento. L’azionario latino-americano ha subìto una discreta penalizzazione con il Messico a registrare il tracollo. Gli altri listini dell’area, invece, hanno subìto un calo contenuto, se si esclude la componente valutaria.

Il mercato vincente è stato indubbiamente quello russo. Cosa fare per il futuro? Crediamo sia opportuno, per ora, limitare l’esposizione valutaria nei confronti dei latino americani. Per i bond, quindi, meglio preferire quelli in dollari. Per l’azionario è forse meglio indirizzarsi verso l’Asia.

La variabile valutaria è fondamentale nella scelta degli investimenti. E sicuramente l’area latinoamericana appare quella più fragile per quanto si è visto mercoledì scorso sui mercati. Oltre alla debolezza del peso messicano, sotto i riflettori anche il real brasiliano, termometro di una paese che sta attraversando una difficile fase congiunturale.

 

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I Paesi Emergenti dopo Trump – Gli ETF quotati a Milano

 

Obbligazionari
IE00B6TLBW47 iShares $ EM Corporate Bond UCITS ETF (Dist)
FR0010967323 Lyxor UCITS ETF iBoxx $ Liquid Emerging Markets Sovereigns
IE00BP46NG52 SPDR BofA Merrill Lynch 0-5 Y EM USD Government Bond UCITS ETF
IE00BD4DX952 db x-trackers iBoxx USD Emerging Sovereigns Quality Weighted UCITS ETF (DR)
IE00B5M4WH52 iShares Emerging Markets Local Government Bond UCITS ETF
IE00B7MXFZ59 SPDR Barclays EM Inflation Linked Local Bond UCITS ETF
IE00BSVYHP04 ETFS Lombard Odier IM EM Local Gov. Bond Fundamental

 

Azionari
IE00B0M63177 iShares MSCI Emerging Markets UCITS ETF (Dist)
IE00B466KX20 SPDR MSCI EM Asia UCITS ETF
IE00B27YCK28 iShares MSCI EM Latin America UCITS ETF
LU1287022708 Lyxor UCITS ETF Pan Africa
LU0292109005 db x-trackers MSCI EM EMEA Index UCITS ETF
IE00B0M63953 iShares MSCI Eastern Europe Capped UCITS ETF
LU0328476410 db x-trackers S&P Select Frontier UCITS ETF
IE00B0M63516 iShares MSCI Brazil UCITS ETF (Inc)
IE00B02KXK85 iShares China Large Cap UCITS ETF
LU0476289466 db x-trackers MSCI Mexico TRN Index UCITS ETF
FR0010326140 Lyxor UCITS ETF Russia Dow Jones Russia GDR
FR0010361683 Lyxor UCITS ETF MSCI India

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.