I Pir risvegliano il settore immobiliare

Una boccata di ossigeno. È così che il settore immobiliare sta vivendo la novità del Ddl di bilancio sull’estensione dei Pir alle società real estate. Una iniezione di risorse, che se passerà, sarà vitale per un settore in modalità riavvio. E la novità ha dato sprint a tutti i titoli del settore a Piazza Affari.

La novità riguarderà tutte le società immobiliari. Ma sarà di aiuto soprattutto per un settore immobiliare quotato che mostra delle criticità. Tanto è vero che dopo la quotazione di Coima Res un anno e mezzo fa il mercato delle Siiq si è completamente fermato.

Si potrebbe innescare una spinta alla nascita di nuove Siiq – dice Marcello Rubiu, partner di Norisk -, e un aiuto per le società immobiliari sopravvissute alla crisi. Possono tornare in auge anche ipotesi di spin off di banche e compagnie assicurative, che potrebbero contare a questo punto su un flusso continuativo nel tempo di investitori. Anche le società che avevano messo in cantiere la costituzione di una Siiq e poi accantonato il progetto, come per esempio Dea capital real estate, potrebbero rivalutarlo.

L’estensione dei Pir alle società del real state potrebbe avere anche una ricaduta positiva sui fondi immobiliari. Che in parte investono i capitali raccolti proprio in società del settore. Essi potrebbero avere come giovamento indiretto anche una maggiore facilità a trovare acquirenti dei propri immobili. Un tema che coinvolge in particolare i fondi immobiliari quotati destinati ai risparmiatori e che soffrono l’avvicinarsi della scadenza. Visto che in diversi casi hanno ancora in portafoglio immobili da liquidare ma che hanno poco appeal per il mercato.

 

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Cosa sono i Pir

I PIR, Piani Individuali di Risparmio, sono introdotti nel 2016 con la legge 232. Sono contenitori (fondi comuni, polizze Vita, gestioni patrimoniali) volti a canalizzare flussi finanziari verso le piccole imprese italiane. Per sostenere, dunque, lo sviluppo economico del Paese.

 

Le caratteristiche dei Pir

Il 21% del valore complessivo del patrimonio di un Pir deve essere investito in mid e small cap, ossia società di media e piccola capitalizzazione. Le agevolazioni previste sono relative a un investimento non oltre di 30mila euro l’anno. Per complessivi 150mila euro in cinque anni.

 

Le agevolazioni

Le persone fisiche che investono in Pir godono di due esenzioni ben precise. Innanzitutto non pagano l’imposta sui capital gain (pari al 26% per gli altri prodotti simili ma non ricadenti nella fattispecie dei Pir). Inoltre hanno anche l’esenzione per quanto riguarda la tassa di successione.

 

Le novità

Nella Legge di Bilancio il Governo prevede un potenziamento dei Pir, che saranno estesi anche alle società immobiliari. La nuova norma introdotta nella bozza del Ddl di bilancio definisce anche cosa si presume debba considerarsi l’impresa immobiliare.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.