Il portafoglio di ETF che premia il lettore

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo risposto alla lettera di un investitore, interessato a conoscere i rischi potenziali del suo portafoglio di ETF. Il lettore chiede: “Ho un portafoglio per il 40% investito nell’ETF obbligazionario corporate globale IE00B7J7TB45 e per il 60% nell’ETF azionario globale Minimum volatility IE00B8FHGS14.Il mio orizzonte temporale è di 5-7 anni. Insomma di medio/lungo termine. Che rischi posso correre?”

Il lettore meriterebbe un plauso iniziale per aver investito in modo diversificato utilizzando la potenzialità offerta dagli ETF, strumenti trasparenti e facilmente negoziabili. Con appena due cloni, infatti, si è esposto globalmente su oltre 4mila titoli azionari e bond. L’iShares Global Corporate Bond UCITS ETF (IE00B7J7TB45) consente di investire sulle obbligazioni societarie globali, emesse nelle principali valute da operatori di diversi settori e Paesi, per quasi la totalità sviluppati, e non speculative.

L’iShares Edge Msci World Minimum Volatility UCITS ETF (IE00B8FHGS14), invece, investe nelle più importanti azioni internazionali, pesando i singoli titoli non solo sulla base della capitalizzazione di mercato, come normalmente accade, ma anche in base alla volatilità, contenendo quindi l’esposizione verso quelli più rischiosi. Questo strumento ha ottenuto una rilevante overperformance a partire dallo scorso dicembre rispetto a un ETF che replica il Msci World standard.

Il portafoglio combinato presenta una volatilità del 9,8%, mentre il Var è quasi il 15%. Ovvero c’è il 95% di probabilità di registrare perdite non superiori a tale livello. Guardando ai fattori di rischio emerge che il maggiore è quello valutario (64% del totale) contro il 30% dell’azionario. L’analisi del passato (stress test scenario) evidenzia come il contesto peggiore per questo portafoglio sarebbe stato la contrazione partita ad aprile 2015 e terminata a febbraio 2016 (-12,5%), mentre la famosa crisi di Lehman avrebbe prodotto una perdita contenuta al 7,8%. Il portafoglio, al lordo delle imposte fiscali e dei costi di intermediazione, negli ultimi 3 anni avrebbe ottenuto una crescita complessiva del 43%, grazie alle valute e all’azzeramento dei tassi di interesse, che ha spinto alle stelle i prezzi dei bond.

I principali rischi del portafoglio risiedono nel mercato azionario Usa, che ha raggiunto i massimi storici, e nel fattore politico in Europa come conseguenza al Brexit. Da non trascurare il fatto che il mercato dei bond, e le obbligazioni comprese nell’ETF, sia da diversi anni in “bull market” e il rendimento annuo atteso aggregato per l’ETF si aggiri attorno al 2,2%, con una durata finanziaria di 6,5 anni; è presente, quindi, una pronunciata esposizione al rischio tasso di interesse.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.