Portugal Telecom e i bond con prezzi da default

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto al quesito di un lettore, in merito ad un’obbligazione emessa da Portugal Telecom (ISIN XS0215828913), con scadenza 2017 e rating speculativo.
Il lettore scrive: “So benissimo che suddetto bond è un high yield, e quindi sono ben conscio dei relativi rischi (in considerazione del lotto minimo di 50mila euro), ne feci acquisto lo scorso ottobre, anche perché esplicitamente consigliato da un inserto di economia e finanza di uno dei maggiori quotidiani nazionali. Essendo il medesimo letteralmente tracollato nelle ultime settimane (venerdì 11/12 ha raggiunto la quotazione minima intorno a 50 euro, con scambi elevatissimi) sono a chiedervi:
1) conosco le vicende dell’emittente Portugal Telecom (legato a OI Brasil e quindi ai guai della banca d’affari Btg Pactual, e all’arresto del suo amministratore, i problemi della violenta recessione brasiliana; le perdite di Portugal Telecom nella vicenda “Rioforte”), ma nonostante ciò la quotazione dei suoi bond, sta segnalando un “quasi default”, che però pur nelle grandi difficoltà del gruppo, non sembra essere nella realtà così probabile. Quale è la vostra opinione? Di fronte a questa situazione, come può ancora avere un rating bb+ S&P’s? non avrebbe già dovuto esserci un tempestivo adeguamento di rating?
2) Considerati le frequenti operazioni di ‘merger’ in questo settore (telecomunicazioni), non potrebbe essere possibile (ed auspicabile per il gruppo Portugal Telecom/OI Brasil ), un’aggregazione (vedi la russa Letterone, o la stessa Tim Brasil ), con la conseguente ( parziale/totale ) risoluzione dei problemi?

La società Pharol SGPS, ex Portugal Telecom, è stata acquistata all’inizio del 2015 da Altice e sta affrontando una fase difficile determinata da vari fattori economici e da “mala finanza” ovvero da alcune vicissitudini della società Rioforte, holding della famiglia Espirito Santo che si era indebitata con la controllata Portugal Telecom. Il player portoghese presenta una situazione debitoria difficile e desta molta preoccupazione la posizione della controllata brasiliana Oi, da tempo prossima al matrimonio con TIM Participacoes, ma al momento naufragato per le sopraggiunte vicissitudini del player bancario BTG Pactual che costituiva un player attivo nel processo di fusione.

L’obbligazione in questione è stata emessa da Portugal Telecom International e perciò è un prestito legato alla partecipazione in Oi Telecom, l’operatore brasiliano. Il momento gestionale è piuttosto complesso in quanto il Brasile sta affrontando una dolorosa recessione combinata ad una crisi politica con risvolti giudiziari. La divisa locale, il real, negli ultimi 5 anni ha subito un drastico crollo pari al 50% rispetto all’euro e di quasi il 60% rispetto al dollaro.

OI Telecom si è indebitata per oltre l’80% dell’intero passivo proprio nelle due valute forti mentre gli incassi rimangono invece denominati nella debole valuta locale.Questo mismatch sta provocando seri danni patrimoniali in quanto i flussi di cassa operativi non sono sufficienti nemmeno a pagare gli interessi passivi e la società il prossimo anno dovrà rimborsare 1,4 miliardi di euro di obbligazioni di cui due bond in euro per 943 milioni di euro. Il titolo azionario sta trattando con un rapporto prezzo sul patrimonio netto pari allo 0,08x e quindi sta incorporando la possibilità dell’azzeramento dell’equity come conseguenza di un default oppure di un auspicato aumento di capitale.

È possibile che gli assets della società possano essere acquisiti, per esempio, da un operatore speculativo tipo Cerberus, ma sarà importante comprendere in che modo si muoverà sulla struttura del debito così squilibrata. Alcuni giornali brasiliani hanno riportato notizie che riguardano un possibile nuovo advisor finanziario per affiancare Btg al fine di trovare un accordo di fusione con la controllata di Telecom Italia e il fondo russo LetterOne.

Il player telefonico sarebbe in fase di trattativa avanzata con China Development Bank per una linea di credito da utilizzare per ammortizzare il debito. La volatilità di questi bond è molto elevata e l’obbligazione del lettore sta trattando a 62, dopo aver raggiunto il minimo di 56 a metà dicembre. Il rischio di ristrutturazione del debito rimane molto elevato ma appare probabile che questo venga azzerato mentre sembra plausibile che venga denominato in valuta locale oppure riacquistato sul mercato a prezzi lontani dalla parità.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.