Schroder Strategic Credit EUR Hedged, poco indicato per la 95enne

Continuano le richieste di valutazione dei fondi acquistati o proposti ai lettori di Plus24, settimanale de Il Sole24Ore. Questa volta è il turno di un lettore che chiede lumi sul fondo Schroder Strategic Credit EUR Hedged, fatto sottoscrivere ad una zia anziana. Egli scrive: “Desidererei un vostro parere su un titolo che il Banco Popolare ha fatto sottoscrivere a una mia zia di 95 anni. Si tratta del fondo Schroder International Selection Fund Strategic Credit A EUR Hedged Inc, Codice Isin (LU1046236037). Importo investito netto 9.979,13 euro, commissione di sottoscrizione 299,37 euro, commissioni di intervento 21,5 euro, numero di azioni 100,285, valore azioni unitario 99,5073 euro. Vorrei sapere dai vostri esperti, se rischia di perdere, oltre alle commissioni per 320,87 euro, anche tutto il capitale investito”

Le analisi pubblicate:

Categorie: Obbligazionari Diversificati EUR, Azionari Italia, Bilanciati Flessibili EUR Globali
Fondi: Etnha Aktiv, Templeton Global Total Return, Pictet Robotics, UBI Income Opportunities

 

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Schroder Strategic Credit A EUR Hedged Inc. (Isin LU1046236037), quasi 1mld€ di asset in gestione, investe in titoli obbligazionari, per almeno due terzi emessi da società e governi europei. Non dichiara alcun benchmark e non presenta particolari vincoli in termini di allocazioni settoriale, geografica o di merito creditizio dell’emittente. Può infatti investire anche la totalità degli asset in titoli high yield o senza rating. Presenta, inoltre, una copertura sul tasso di cambio delle diverse valute verso l’euro.

Viene classificato da Morningstar nella categoria Obbligazionari Flessibili Globali – EUR Hedged, alla quale è stato assegnato come benchmark l’indice Barclays Global Aggregate Eur Hedged. Esso viene replicato da un Etf di Deutsche Bank (db x-trackers II Barclays Global Aggregate Bond UCITS ETF, LU0942970798).

Il fondo seleziona per oltre il 90% obbligazioni emesse in Paesi Sviluppati e, per quanto riguarda il rating, è interessante osservare come oltre il 65% degli asset sia investito in titoli high yield o non classificati, a cui aggiungere un ulteriore 17% in obbligazioni con rating BBB. La durata media finanziaria, infine, risulta pari a 1,93 anni.

Il fondo è stato lanciato ad aprile 2014 e non è pertanto possibile effettuare le adeguate analisi per dare il rating. Sono infatti necessari almeno tre anni di storia perché risultino statisticamente rilevanti. La consistente esposizione a titoli ad elevato rischio, inoltre, rende poco significativo il confronto con il benchmark di categoria.

È possibile, tuttavia, evidenziare la differente onerosità dei due prodotti. La zia del lettore ha pagato 320 euro di commissioni di sottoscrizione e di intervento, oltre a spese correnti di circa 130 euro annui su 10mila euro investiti. Un ETF utilizzabile in sostituzione non presenta invece costi di sottoscrizione e le spese correnti ammontano a 30 euro annui, a cui aggiungere il costo di intermediazione per l’acquisto, dai 5 ai 19 euro a seconda dell’intermediario.

Il fondo, specialmente se confrontato con un Etf high yield in euro, al quale risulta più correlato, appare finora ben gestito. Bisogna evidenziare, però, come un’ampia delega al gestore mal si abbini ad un profilo così conservativo come quello che si immagina possa essere quello della signora.

Investendo in un fondo comune è a dir poco improbabile perdere tutto il capitale, essendo esso ben diversificato. Si può evidenziare come, pur non conoscendo la situazione patrimoniale e degli altri investimenti della signora, un prodotto costituito al 65% da titoli molto rischiosi appaia inadeguato per una risparmiatrice ultranovantenne.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.