Scorporo Ferrari e nuovi prezzi di carico

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto al quesito di un lettore, in merito allo scorporo Ferrari da FCA: “Fino al 20 dicembre 2015 avevo, nel portafoglio titoli della mia banca, 510 azioni FCA a un prezzo di carico (coincidente con quello di carico fiscale) di 14,1621; in seguito arrotondati, il 21 dicembre 2015, di 190 azioni al prezzo di carico di 12,9934. Il prezzo di carico complessivo (sempre coincidente con quello fiscale), per le 510 più 190 (per un totale di 700 azioni) Fca, mantenute fino al 31 dicembre 2015, è stato di 13,8449 euro.  Dopo lo scorporo dell’80% di Ferrari in possesso da Fca, i prezzi di carico e carico fiscale per i due titoli, Fca e Race, e per Ferrari Interim B.V. (quantità 700), riportati dalla banca, sono stati rispettivamente: FCA – Prezzo medio di carico: 8.3069; prezzo medi di carico fiscale: 9,1268; RACE – prezzo medio di carico 55,3795; prezzo medio di carico fiscale: 47,0718; Ferrari Interim B.V.- prezzo medio di carico e fiscale: 0,0109. I controvalori di carico (prezzi di carico non fiscali per numero di azioni), somma dei due titoli dopo scissione, rimangono uguali a quello di FCA prima dello scorporo, cioè: 700 x 8,3069 + 70 x 55,3795 = 13,8449 x 700, ma mi pare che i valori di carico (non fiscali) corrispondenti siano sotto e sopra dimensionati, rispettivamente per FCA e Race, principalmente dovuto al fatto che RACE, al 31 dicembre 2015, quotava al Nyse circa 48 dollari (e non euro); inoltre, per quanto riguarda FCA, sembra pure strano che il valore di carico fiscale (9,1268) sia superiore a quello di carico (8,3069).

A fine 2015 è avvenuto lo scorporo dell’80% di Ferrari, presente ancora all’interno di Fiat Chrysler Automobiles (FCA), con una struttura non molto semplice. Il processo di separazione ha infatti comportato ben due scissioni, avvenute in altrettanti fasi. Nel dettaglio, “FCA N.V.” ha scorporato la partecipazione in “FE Interim B.V.”, che successivamente ha effettuato lo scorporo a favore di “FE NEW N.V.” Vi sono poi stati il rimborso al valore nominale delle azioni “FE Interim B.V.”, nella misura di 0,01 euro (pagamento cash), e la fusione di “Ferrari N.V.” in “FE New N.V.”, che ha assunto la denominazione di “Ferrari N.V.”.

In sintesi, il lettore ha concluso il 2015 con una minusvalenza di 0,9 euro per azione, per un totale di 640 euro circa, se si considerano nel computo 700 titoli e all’apertura dei mercati si è trovato con 700 titoli FCA, ex scorporo, a un prezzo di 8,57 euro, 70 azioni Ferrari Interim B.V. a 0,01 euro l’una di valore nominale e altrettante azioni di Ferrari». La minusvalenza fiscale pre-scissione deve coincidere con quella successiva, a meno di errori degli intermediari. Vediamo il calcolo in dettaglio: nel caso della posizione in FCA si avrà (8,57€ – 9,12€) x 700 titoli, per quella in Ferrari (43.56€ – 47.07€) x 700 titoli e per “FE Interim B.V.”, (0.01€ – 0.109€) x 70 titoli. Sommando le varie componenti ci risulta che la minusvalenza fiscale coincida esattamente con quella rilevata prima dello scorporo.

Questi problemi computazionali sono però poca cosa rispetto alla debole performance registrata in borsa da Ferrari, che sta trattando al di sotto dei 36 euro. La débâcle è ampiamente riconducibile alla situazione di panico che circonda in queste settimane i mercati finanziari. Questo player è difficilmente inquadrabile: produce sì automobili, ma che sono le più desiderate del mondo ed è quindi da ritenere appartenente al comparto del lusso piuttosto che a quello dell’automotive.

La compressione dei petro-dollari e le misure anticorruzione in Cina si teme possano, in prospettiva, rimuovere qualche possibile acquirente, o meglio, la volontà di questi di corrispondere prezzi sempre più elevati per i veicoli del Cavallino rampante. È interessante però notare come, se tra i produttori di autoveicoli solamente Tesla presenta multipli maggiori, spostandosi sugli operatori del lusso più classico, Ferrari tratta su livelli simili a Lvmh ed inferiori a quelli di Hermes, Cucinelli e Ferragamo. È pertanto possibile che, per coloro che ancora non detengono il titolo, possa valer la pena iniziare ad esporsi sulla Ferrari, approfittando della grande incertezza che affligge i mercati finanziari.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.