Sfida alla Brexit con una obbligazione BNP Paribas

Il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Ue ha provocato uno smottamento politico e un forte crollo della divisa inglese. Proprio sulla Sterlina si è abbattuto il senso di incertezza degli investitori. La valuta ha perso il 24% rispetto ai massimi del 2015, trattando attualmente a un significativo -35% rispetto all’apice raggiunto nel 2000. Vi è in collocamento una Obbligazione BNP Paribas in sterline, a tasso misto e scadenza a 7 anni.

Ci si attende un percorso irto e difficile, con un processo di negoziazione che andrà a definire le nuove relazioni tra UE e UK. Da parte degli investitori c’è grande pessimismo. Ci potrebbe essere quindi spazio per esporsi, con molta parsimonia, nei confronti della Sterlina.

Questo soprattutto poiché il Pound è espresso rispetto all’Euro, valuta che dovrà affrontare diverse sfide nei prossimi 12 mesi. Le quali potrebbero sfociare in reali crisi di sopravvivenza.

Bnp Paribas sta proponendo un bond in sterline (XS1509927965) con una durata settennale, che offre inizialmente cedole trimestrali predefinite (1,1% annuo), per poi riconoscere coupon a tasso variabile indicizzati al Libor a 3 mesi.

I coupon fissi risultano abbastanza generosi ma quelli variabili sono privi della maggiorazione che serve a compensare il sottoscrittore dal rischio di credito. La banca, pur essendo di elevato standing, sul mercato riconosce uno spread rispetto al “risk free” prossimo allo 0,7%.

Conseguentemente, quanto offerto è marginalmente superiore a quanto ottenibile con un’emissione Bei (XS1190980927). La quale,  peraltro, si giova di un’aliquota fiscale più favorevole (12,5%) e di rischio di default inferiore.

Le commissioni di collocamento (2,8%), inoltre, contribuiscono alla mancanza di appeal di questo bond. Occorre sottolineare, però, come il fattore di rischio più rilevante sia quello valutario e la parte reddituale del titolo debba essere considerata come marginale.

 

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Obbligazione BNP Paribas – I punti di forza:
  • BNP Paribas è uno degli istituti più blasonati d’Europa. Presenta una situazione di bilancio rosea rispetto al panorama italiano
  • Il tracollo della Sterlina rispetto all’Euro consente di esporsi a questa valuta, attualmente a livelli storicamente contenuti
  • I coupon iniziali fissi sono piuttosto interessanti rispetto a quanto offerto dal mercato

 

I punti di debolezza:
  • La parte variabile del bond è indicizzata al Libor, senza però riconoscere la maggiorazione derivante dal rischio di credito dell’emittente
  • Scelte politiche inopportune potrebbero spostare il tasso di cambio verso la parità
  • Il bond presenta oneri di collocamento pari al 2.8%, che riducono la remunerazione dell’investitore.

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.