Con il social bond di UBI solo i clienti aiutano il FAI

È possibile coniugare gli investimenti finanziari con le “buone azioni”? Certamente. Nel mondo anglosassone da tempo vengono emesse obbligazioni che prevedono che una parte della redditività, oppure del capitale investito, venga retrocessa a un’associazione che persegue una finalità sociale. E in Italia, tra le banche Ubi è quella che sempre più spesso propone bond che prevedono questa possibilità. Abbiamo analizzato il social bond “UBI Tasso Fisso 0,60% 06.03.2017-2020 Welcome Edition” (ISIN IT0005241994), in fase di collocamento.

Attraverso questa emissione, Ubi consente agli investitori di destinare lo 0,5% del valore collocato alla Fondazione Fondo Ambiente Italiano (FAI, www.fondoambiente.it), l’ente che si prende cura di alcuni tesori del nostro Paese.

È importante comunque evidenziare due aspetti salienti: innanzitutto è il sottoscrittore che effettua la “buona azione”, anche se la banca limita le commissioni allo 0,3%, perlomeno quelle dichiarate. Il secondo punto è che per sottoscrivere questa obbligazione è necessario apportare nuove risorse finanziarie in Ubi e non utilizzare denari già in giacenza, oppure liquidare strumenti ad alto margine per la banca per fare filantropia.

La durata è triennale e corrisponderà cedole semestrali a tasso fisso pari allo 0,6% annuo: un tasso non esaltante, seppur in un contesto di saggi azzerati. Inoltre anche in questa occasione Ubi conferma la tendenza a non quotare le obbligazioni su mercati regolamentati. E la penuria di bond liquidi di Ubi, quindi, rende difficile la comparazione con strumenti dello stesso emittente ma quotati.

Il credit default swap (Cds a 5 anni) prevede un costo del 2% annuo per assicurare gli investitori dal default della banca e quindi un differenziale di rendimento maggiore di quanto promesso dal bond in collocamento.

 

Leggi l’articolo completo

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.