Trem bond Popolare Puglia e Basilicata con il fisco amico

Nel 2011 è entrata in vigore una norma che consente agli istituti di credito di emettere dei titoli di risparmio a tassazione agevolata. La finalità è di ridurre gli squilibri esistenti tra il Nord e il Sud del nostro Paese attraverso il finanziamento degli investimenti delle Pmi. Tali strumenti sono noti come Trem bond.

La peculiarità dei Trem bond è che la tassazione prevista sulle distribuzioni cedolari è pari ad appena il 5%. Essi godono quindi di un’aliquota vantaggiosa rispetto a quella dei titoli di Stato (12%) e per gli altri redditi finanziari (26%). Questo trattamento di favore è valido solo per le distribuzioni di periodo e per le persone fisiche. Le eventuali plusvalenze saranno tassate con l’aliquota ordinaria.

Il governo prevede anche per quest’anno un plafond pari a 3 miliardi di euro, anche se lo scorso anno sono state raccolte risorse per un ammontare di 89 milioni di euro, in maggioranza da parte della rete Bcc.

La Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) sta collocando un Trem bond (IT0005274664, Banca Popolare di Puglia e Basilicata Trem Bond Tasso Fisso 1,5% 02/10/2017-02/10/2022) di durata 5 anni, che riconosce cedole trimestrali pari all’1,5% su base annua. L’ammontare massimo emesso sarà pari a 50 milioni di euro, un quantitativo significativo se si considerano le piccole dimensioni dell’istituto.

La banca dispone di un attivo pari a 4,1 miliardi di euro e crediti verso la clientela per 2,6 miliardi. La situazione di queste poste appare difficile, seppur lontana da livelli gravemente patologici, basando il giudizio solo sugli indicatori di bilancio. I crediti deteriorati netti rispetto a quelli totali sono pari al 14,8%. Per le banche più in difficoltà questo indicatore si avvicina al 20%.

Lo strumento presenta due aspetti positivi: il prelievo fiscale vantaggioso e la finalità “sociale”, con l’obiettivo dichiarato di contribuire al rilancio del Sud attraverso l’investimento nelle attività produttive.

 

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I punti di forza:
  • Il prelievo fiscale sui flussi cedolari è vantaggioso (5% invece che 12% o 26%);
  • L’istituto è di dimensioni contenute e, qualora dovesse verificarsi uno scenario estremo, può essere salvato dallo Stato Italiano. UE permettendo;
  • L’istituto è attivo in tutta la Penisola, in particolare in alcune regioni del Centro-Sud Italia;
I punti di debolezza:
  • Il rendimento annuo previsto è superiore al BTp (+0.8%) ma, considerato il livello di rischio, potrebbe essere più generoso;
  • L’istituto è privo di rating e senza bond quotati. Ha iniziato un processo di riorganizzazione imposto dalla Vigilanza;
  • L’ammontare complessivo che sarà collocato non è limitato (50mln€) ma è plausibile attendersi una liquidità contenuta sul mercato secondario;

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.