Quell’inspiegabile trend di Banca Finnat in Borsa

“Sono un’azionista di Banca Finnat. All’indomani del Cda preassembleare del 2015 che presentava numeri molto positivi, nonostante la contrarietà del mio consulente finanziario, decidevo l’acquisto di 100mila azioni Finnat, in più riprese causa la scarsa liquidità del titolo, a un prezzo medio di 0,51 euro. […] Nonostante non vi siano preoccupazioni all’orizzonte, il titolo da aprile 2015 ha cominciato una lenta e continua discesa. Da 0,52 euro si è prima stabilizzato a 0,40 euro e poi a 0,32 euro circa, quotando poco più di un terzo del patrimonio netto. […] Poiché le notizie sul titolo sono molto scarse, vi chiedo informazioni e un consiglio. Meglio tenere il titolo o tentare di venderlo perdendo circa 18mila euro?”

Banca Finnat è una piccola realtà all’interno delle banche che offrono servizi di investimento. Analizzando solamente la parte immobiliare, però, si tratta della seconda realtà italiana. La Srg InvestiRE, di cui Finnat detiene il 50%, gestisce infatti oltre 7 miliardi di euro di asset.

L’analisi del margine di intermediazione evidenzia che il suo business è ripartito sulla gestione dei fondi immobiliari (45%), sui servizi di investimento ai privati (22,8%) e sul business proprietario (19%). La società è esposta quasi totalmente nei confronti dell’Italia. Conseguentemente, è affetta dai mali che affliggono anche gli altri istituti domestici. Non si sta parlando dei crediti deteriorati ma dalla scarsa marginalità derivante anche dalle dimensioni contenute. Banca Finnat è valutata sul mercato circa 109 milioni di euro. Solamente il 37% costituisce il flottante.

In borsa ha registrato, nel periodo considerato, un calo rilevante. Comunque inferiore a quanto rilevato per il settore bancario italiano. Gli ultimi risultati economici (1° semestre 2016) hanno visto gli utili di periodo calare del 7% al netto delle imposte ed evidenziando un Roe 1,92%.

Il dividend yield degli ultimi 12 mesi è circa il 3,3% rispetto all’ultimo prezzo, che rappresenta il 50% del patrimonio netto. Occorre segnalare come il buyback di azioni proprie possa costituire un’alternativa alla distribuzione di proventi.

Il titolo bancario scambia comunque su multipli superiori a quelli degli istituti di credito. I quali, però, sono difficilmente paragonabili vista la specificità di Banca Finnat. Il lettore ha investito in una società particolare, abbastanza solida e di tipo familiare. A parte la componente real estate, si tratta di una piccola boutique finanziaria.

La difficile situazione italiana ha influenzato la dinamica di borsa di Banca Finnat, che ha sofferto della scarsissima liquidità. Un altro caso che testimonia come investire nei singoli titoli azionari spesso non sia premiante.

Cosa dovrebbe fare il lettore? La scelta più opportuna è di attendere almeno un recupero dei listini per dismettere, almeno in parte, la posizione e optare per strumenti più liquidi e diversificati come gli ETF. L’alternativa è di confidare nella capacità della famiglia Nattino di sfruttare la ripresa in atto nell’immobiliare domestico e di aggiungere un po’ di crescita ai conti.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.