In morte della concorrenza

Negli Stati Uniti buona parte dei risparmiatori è seguita da società e advisor indipendenti da chi distribuisce prodotti e remunerati direttamente dai loro clienti. In Italia, i risparmiatori, sono invece seguiti da professionisti molto preparati sul lato della vendita e meno sulla parte finanziaria. La massimizzazione del flusso commissionale è stata la logica dominante per molto tempo. In tema di tutela dei risparmiatori, è fondamentale comprendere quali potranno essere i cambiamenti determinati dall’entrata in vigore della Mifid 2 e per quali motivi le associazioni delle reti distributive si stiano opponendo.

Il cliente remunera il gestore, l’agente e l’intermediario in modo indiretto, ovvero attraverso le laute commissioni comprese nei vari prodotti finanziari. Il risparmiatore può arrivare tranquillamente a riconoscere il 2% del proprio patrimonio all’intera filiera. Tradotto in soldi, 200 euro annui ogni 10mila euro investiti.

Da gennaio 2018 l’investitore riceverà un prospetto dove emergerà chiaramente quanto e chi sta remunerando. Scoprirà che il costo del gestore del fondo sarà una componente minoritaria dell’intera struttura commissionale. Avrà piena consapevolezza di quanto corrisponderà al consulente (ex- promotore) e potrà valutare se questa figura stia erogando un servizio oppure si stia limitando a vendere un prodotto.

Nel frattempo, in Italia è stata regolamentata la figura del consulente indipendente. Tale figura non è legata a nessun accordo con gli intermediari e non vende nulla. È un consulente. Come il commercialista, l’avvocato, ecc. Nell’approvare la legge di istituzione di questa figura professionale le reti distributive e le banche hanno pensato bene di far “lobbying” per far rimuovere l’aggettivo “indipendente”.

In questi giorni banche e reti distributive sono in pressing per far abrogare la norma che consente ai consulenti indipendenti di seguire i propri clienti anche al di fuori delle rispettive sedi aziendali.

Contrariamente a quanto avviene per gli ex-promotori, che sfruttano questa opportunità per vendere prodotti, questa possibilità consentirebbe agli “indipendenti” di seguire i risparmiatori in modo più agevole, soprattutto quelli che sono meno giovani.

Questa norma potrebbe finalmente far diffondere i servizi finanziari non basati da logiche commerciali e ridurre in modo significativo il costo complessivo della consulenza. Appare evidente come dietro alla scusa della tutela del risparmiatore vi sia la preservazione degli abbondanti margini aziendali.

La funzione di controllo sull’attività dei Consulenti passerà in modo sostanziale all’Albo dei Consulenti Finanziari (OCF), che è dominato dagli ex-promotori e da chi vuole mantenere lo status-quo. È difficile essere ottimisti sulla terzietà di questo organismo. Avremmo preferito essere controllati in modo diretto dalla Consob.

Sono importanti i controlli stringenti anche per gli “indipendenti”, anche al fine di tutelare chi svolge questa attività in modo appropriato da molto tempo.

Ma i consulenti finanziari indipendenti sono davvero un fattore di rischio per i risparmiatori?

Noi non veniamo in contatto con il denaro dei nostri clienti, che mantengono il loro patrimonio nell’istituto bancario di loro fiducia.

Esperienze di questo tipo:

La «bancaria dei miracoli» del Credem e il caos milionario della filiale di Mirandola

Difficilmente potranno avvenire.

Per chi volesse farsi un’idea consiglio di consultare i provvedimenti aggiornati della Consob nei confronti dei consulenti/promotori al seguente link.

Preme sottolineare come tra i consulenti “dipendenti” vi siano professionalità serie, oneste e preparate altrettanto quanto gli indipendenti e che, se volessero, potrebbero agevolmente “mettersi in proprio”.

Siamo convinti che l’intento delle reti distributive e degli intermediari non sia solo soffocare la possibile competizione proveniente dai consulenti indipendenti ma evitare che gli ex-promotori più brillanti e con portafogli importanti decidano di intraprendere una carriera diversa al servizio dei propri clienti.

 

Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.