L’ultimo atto per le azioni Uniland

“Vorrei avere informazioni sulle azioni Uniland. Nel numero Plus del 3 gennaio 2015 si citava la data del 10 febbraio 2016 come quella nella quale si sarebbe tenuta l’ultima udienza riguardante il gruppo presso il tribunale di Bologna. Da allora che sviluppi ci sono stati?”

UniLand, società attiva nell’acquisto, gestione e nella vendita di partecipazioni in società operanti prevalentemente nel settore immobiliare, venne fondata nel 2006 ed era controllata dal gruppo Cem Lux Sa.

Le disavventure della società bolognese cominciarono ad inizio 2011. La Consob sanzionò l’azionista di maggioranza, Alberto Mezzini, con una multa da 770mila euro per aver condotto operazioni scorrette di compravendita sul titolo, con l’obiettivo di sostenerne le quotazioni.

A febbraio dello stesso anno le azioni Uniland vennero sospese dalle negoziazioni su Borsa Italiana. A marzo la Consob multò nuovamente la società e Mezzini per complessivi 100mila euro, in seguito alla non veritiera rappresentazione dell’azionariato della società. A maggio vennero sequestrati libri e documenti sociali. UniLand entrò a far parte della “black List” della Consob.

A febbraio 2013 UniLand ha provveduto al deposito dell’istanza di concordato preventivo. Ad agosto la società ha deciso di rinunciare a tale procedura, con il Tribunale Fallimentare di Bologna che ne ha decretato il fallimento.

Nell’articolo di inizio 2015 citato dal lettore veniva evidenziato come l’intervenuto fallimento del gruppo avesse provocato conseguenze sull’intero impianto accusatorio. Inizialmente, infatti, UniLand era finita sotto inchiesta per illeciti societari, manipolazione di mercato, false comunicazioni sociali e formazione fittizia di capitale.

In seguito al fallimento, però, la Pm bolognese Scandellari riqualificò i reati ipotizzati a carico degli indagati. Tra i quali, oltre a Mezzini, vi erano anche i consulenti inizialmente nominati dal Tribunale di Bologna per la valutazione dei cespiti del gruppo, l’investor relator e il direttore generale di UniLand. Agli indagati il pm, dunque, contestava reati fallimentari come la bancarotta fraudolenta e in concorso.

In seguito, a marzo 2015 Alberto Mezzini ha patteggiato quattro anni e nove mesi. Accordi analoghi sono stati raggiunti anche dagli altri due dirigenti di UniLand.

Nel corso degli anni diverse associazioni dei consumatori hanno promosso azioni legali nei confronti della società bolognese, a proposito delle quali non vi sono notizie recenti. Può valere la pena, per gli investitori, provare ad informarsi presso le stesse associazioni dei consumatori.

Per quanto riguarda le azioni Uniland in portafoglio, invece, anche qualora venissero eliminate dal dossier titoli non verrebbero riconosciute minusvalenze utilizzabili per compensare le plusvalenze eventualmente fatte registrare su altri strumenti. Alcuni istituti è possibile che ritirino titoli falliti o privi di valore, ma generalmente solo in caso di estinzione del deposito. Anche in questo caso, è consigliabile rivolgersi al proprio intermediario.

 

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Marcello Rubiu

Marcello Rubiu

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.