ETF Australia: la proxy dell’Asia

ETF Australia: la proxy dell’Asia

20 anni senza recessione, crescita demografica da Emergente e struttura giuridica da Paese Industrializzato rendono l’Australia una destinazione allettante per gli investimenti. Per la sezione ETF del sito di Fineco (www.fineco.it) abbiamo analizzato la situazione economica austrliana, le sue prospettive e gli ETF che permettono di investire su tale Paese.

L’Australia è un Paese particolare, che unisce alcuni aspetti positivi dei Paesi Emergenti ad altri degli industrializzati. A differenza di molti Paesi sviluppati non presenta una dinamica demografica infelice, con conseguente innalzamento dell’età media, e la sua popolazione è cresciuta, nell’ultimo decennio, del 15%. I dati macro recentemente rilasciati risultano ancora brillanti: il PIL è cresciuto del 3.1% nel secondo trimestre e il tasso di disoccupazione è sceso al 6.1%, sebbene risulti non distante dai massimi dell’ultimo decennio. A questi numeri occorre abbinare il basso debito pubblico, 28% del PIL, e una spumeggiante crescita dei redditi. Sembrerebbe una sorta di Eldorado viste le sofferenze che attanagliano l’Italia e la Vecchia Europa.

Come talvolta succede, però, i punti di forza di questa economia costituiscono anche i suoi punti deboli…

Tra i prodotti analizzati in questa newsletter ve ne sono diversi quotati su Borsa Italiana: l’ iShares MSCI Australia UCITS ETF (ISIN IE00B5377D42) e l’ UBS MSCI Australia 100% hedged to EUR UCITS ETF (IE00BD4TY899) replicano l’indice di MSCI, mentre il db x-trackers S&P/ASX 200 UCITS ETF (LU0328474803) e il Lyxor UCITS ETF Australia S&P/ASX 200 (LU0496786905) permettono di investire sul benchmark di S&P.

 

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.