Azioni Microspore, il lettore chiede lumi sul delisting

Azioni Microspore, il lettore chiede lumi sul delisting

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto al quesito di un lettore in merito al delisting delle azioni Microspore, deliberato dall’assemblea della società a partire dal 1° giugno. Il lettore si chiede quali siano le tutele previste per gli azionisti e come possa essere ora possibile continuare a partecipare alle vicende societarie, quali distribuzioni di dividendi e aumento di capitale.

Microspore, ex Sacom spa, è attiva nella produzione e distribuzione di prodotti per la cura delle piante. La società era arrivata a quotare oltre 10 euro per azione nel maggio 2013, per poi precipitare agli attuali 0,67 euro, ed era trattata sulla borsa Aim, il mercato alternativo del capitale dedicato alle Pmi di Borsa Italiana. Solamente a metà maggio il titolo trattava vicino ai 2 euro e, ovviamente, la notizia del delisting ha causato un feroce processo di svendita sullo strumento.

È importante premettere che Aim è un multilateral trading facility (Mtf), dove si possono trovare imprese con possibili buone prospettive, ma anche società con una rischiosità molto elevata. L’investimento in un titolo quotato su questo mercato, quindi, è consigliato solamente ad investitori professionali, in grado di appurare puntualmente opportunità e minacce all’interno di un rigoroso processo di diversificazione.

Microspore ha chiuso gli ultimi due bilanci annuali con perdite di esercizio. I ricavi annui pari a 29 milioni di euro, in ripresa dopo la decisa contrazione registrata nel 2013, e il valore di mercato dell’ultimo giorno di quotazione è stato prossimo a 6 milioni, rispetto ad un valore del patrimonio netto di 26,7 milioni di euro. È presumibile che il lettore abbia subito, come altri risparmiatori, significative perdite su questa posizione.

Anche in seguito al delisting la partecipazione alle vicende societarie è ovviamente garantita, ma il possessore deve essere consapevole che la dismissione dello strumento è diventata molto difficile, a meno che i soci di maggioranza non vogliano riacquistare i titoli da quelli di minoranza. Per quanto riguarda le banche, esse generalmente continuano a curare la gestione dei titoli, che passano a una sezione separata del dossier titoli, e quindi accrediteranno ai soci gli eventuali dividendi.

È comunque auspicabile che le autorità di vigilanza verifichino accuratamente che non vi siano parti in conflitto di interesse che si sono avvantaggiate dalla decisione di delistare la azioni Microspore. Il socio di controllo, HS Spa, dovrebbe individuare una soluzione di tutela per i piccoli soci, riacquistando i titoli su prezzi prossimi ai livelli pre-annuncio del delisting, in modo da incrementare ulteriormente la “flessibilità operativa”, ragione addotta a motivo per rimuovere Microspore dal listino.

 

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201506 - azioni Microspore

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.