Azioni Seat Pagine Gialle, cosa fare?

Azioni Seat Pagine Gialle, cosa fare?

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto al quesito di un lettore, che scrive: “Sono un azionista di Seat Pagine Gialle e ho perso il 98% del capitale investito (12mila euro). Ho letto che il 15 luglio prossimo entreranno nel capitale sociale i creditori della società e agli azionisti attuali rimarrà solo lo 0,25% del capitale. Mi conviene vendere le azioni per non perdere anche l’ultimo 2% che mi è rimasto o mi conviene tenerle aspettando che col tempo le azioni riprendano valore rispetto ai corsi attuali? Non so cosa fare, cosa mi consigliate?”

Seat Pagine Gialle è una società attiva nell’editoria dal 1925 e quotata su Borsa Italiana. Dopo una storia brillante, da inizio millennio il titolo ha affrontato notevoli difficoltà: Seat è stato uno dei titoli che ha sofferto di più lo scoppio della bolla speculativa nel duemila, con la quale i titoli tecnologici italiani, che raggiunsero valutazioni incredibili e a cui Seat fu associata, persero moltissimo; successivamente l’acquisizione, tramite leveraged buyout, che ha riempito la società di debiti e, complice la negativa congiuntura economica, ne ha determinato il declino. Oltre a questo, un business ormai quasi obsoleto e la concorrenza di nuovi operatori acuirono le difficoltà della società.

Il declino di Seat ha portato, a fine 2011, a non poter pagare le cedole agli obbligazionisti, facendo entrare la società, di fatto, in default tecnico. Negli anni successivi ci sono stati dei tentativi per risollevare il gruppo con una complessa ristrutturazione del debito ma, nonostante questo, nel 2013 Seat ha dovuto chiedere l’ammissione al concordato preventivo, in quanto non in grado di far fronte agli impegni sul debito. Il titolo Seat Pagine Gialle scambia da mesi intorno a 0,002, ovvero a due millesimi di euro, e il lettore, in vista dell’adunata dei creditori prevista per il prossimo 15 luglio, si chiede se sia meglio monetizzare le azioni in suo possesso o aspettare sperando in una ripresa dei titoli.

Dato che il capitale investito è ormai quasi totalmente perso, bisogna scegliere se accettare la perdita, monetizzando quanto possibile, o affidarsi a una scommessa azzardata, ovvero sperare in un’improbabile risalita delle quotazioni in seguito al buon esito della trattativa con D.Holding per un progetto di fusione, in corso da qualche mese. A prescindere dalla scelta, è comunque opportuno informarsi tramite le varie associazioni dei consumatori a proposito di eventuali iniziative legali per recuperare parte del proprio capitale investito.

 

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.