Subordinato Banca Popolare di Puglia e Basilicata, non remunera il rischio

Subordinato Banca Popolare di Puglia e Basilicata, non remunera il rischio

Banca Popolare di Puglia e Basilicata sta offrendo in sottoscrizione un’obbligazione subordinata a tasso fisso. Il bond è in collocamento (IT0004968993) sino al prossimo 29 novembre, ha una durata di sette anni, sino al 2/12/2020, e riconosce una cedola trimestrale del 4% annuo. L’emissione è richiamabile dall’emittente a partire dal 5°anno. Per Plus24, inserto settimanale de il Sole24ORe, abbiamo analizzato questa obbligazione, evidenziandone i punti di forza e di debolezza.

Il nominale massimo è di 20 milioni, un importo contenuto anche rispetto all’indebitamento complessivo dalla banca in circolazione sotto forma di obbligazioni, pari a 573 milioni. Nel prospetto non vengono riportati costi di collocamento ed il rendimento atteso dello strumento è del 4% annuo (lordo).

La subordinazione serve a soddisfare esigenze di patrimonializzazione della banca, un adeguamento imposto dalla Vigilanza. Il rischio aggiuntivo derivante dalla subordinazione, ovvero la possibilità di venire soddisfatti in maniera residuale in caso di fallimento, deve essere remunerato da un rendimento maggiore.

Sul mercato sono quotate diverse obbligazioni subordinate emesse da banche italiane, è il caso ad esempio di Unicredit 2022 (XS0849517650) che paga una cedola del 6.95%, scambia a 107,8 ed offre uno yield del 5,8%. Un altro bond di Intesa 2019 (XS0452166324) paga una cedola del 5%, scambia a 104,1 ed offre uno yield del 4,2%. Si tratta però di tagli “istituzionali”, mentre per i sottoscrittori “retail” del subordinato Puglia e Basilicata dovranno accontentarsi del 4%, di un bond non quotato in alcun mercato ed emesso da una banca oggetto di riorganizzazione.

Questo bond, come molti altri in collocamento, dovrebbe compensare l’investitore per la carente oppure assente liquidità dello strumento. Lo scorso 21 settembre sono state rinnovate le cariche sociali come imposizione della Banca d’Italia, per gravi carenze nella governance e gestione dei rischi della banca.

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Stefano Testori
stefano.testori@norisk.it

Senior investment analyst, laureato in Economia dei mercati ed intermediari finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ specializzato nella valutazione di strumenti derivati e sul mercato globale degli ETF.