BNL, rischio e rendimento contenuto

BNL, rischio e rendimento contenuto

Quando a luglio S&P decise di ridurre il rating di buona parte delle banche domestiche pochi avrebbero scommesso su un rialzo dei prezzi delle obbligazioni emesse dagli istituti di credito. Invece, con fasi alterne, i bonds bancari hanno guadagnato terreno e sono riusciti a ridurre i differenziali di rendimento rispetto alla curva “risk-free” (quella tedesca) e, in diversi casi, anche in rapporto ai titoli di stato.

Negli scorsi mesi la riduzione dei debiti nei confronti della BCE, contratti nel programma LTRO dalle nostre banche, è avvenuta con modalità meno pronunciate rispetto a quanto ravvisato in altri paesi europei. Il costo del funding  delle banche, secondo i canali tradizionali, si è ridotto e i risparmiatori continuano a sottoscrivere in modo deciso le obbligazioni a loro proposte.

BNL (IT0004963663) sta offrendo un bond a tasso variabile con scadenza triennale indicizzata al tasso euribor a 3 mesi maggiorato di 1,15%. Segnaliamo come quest’estate la banca abbia proposto un’obbligazione simile con un margine dell’1,35%. Questo conferma quanto sopra esposto ovvero la discesa del costo di raccolta in particolare sulla parte breve della curva. L’obbligazione adesso proposta offre un rendimento annuo atteso a scadenza dell’1.83% utilizzando nel computo i tassi di interesse forward..

Il confronto con i Titoli di Stato dovrebbe avvenire rispetto ai CCT che prospettano cedole indicizzate all’euribor ma con un diverso “tenor” (6 mesi). Le alternative disponibili sono la scadenza dicembre 2015, che offre circa l’1.6% annuo, oppure quello con data di rimborso ottobre 2017 che consente di ottenere un 2,2% annuo. In pratica il bond in collocamento offre saggi in linea con la curva CCT. E’ però interessante notare come la probabilità di default nei prossimi 5 anni, implicita nei CDS, sia pari al 10% per la banca romana, mentre per lo Stato Italiano circa il 16,7% nello stesso orizzonte temporale.

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Stefano Testori
stefano.testori@norisk.it

Senior investment analyst, laureato in Economia dei mercati ed intermediari finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ specializzato nella valutazione di strumenti derivati e sul mercato globale degli ETF.